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r.d. n. 383 del 1934

5 provvedimenti

Compenso Avvocato Ente Pubblico: Il Requisito
Una professionista legale stipula un accordo quadro con un Comune per la difesa in un numero definito di giudizi. Per gli incarichi aggiuntivi, l'ente nega il pagamento a causa della mancanza di un formale impegno di spesa. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12164/2024, chiarisce un principio fondamentale: la validità del contratto di mandato è un presupposto distinto e precedente rispetto alla regolarità contabile. La mancanza dell'impegno di spesa non invalida automaticamente il contratto. La Corte ha quindi cassato la decisione precedente, rinviando la causa al Tribunale per verificare, prima di tutto, l'effettivo conferimento degli incarichi specifici, requisito essenziale per richiedere il compenso dell'avvocato all'ente pubblico.
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Arricchimento senza causa PA: quando è ammissibile?
La Corte di Cassazione chiarisce i presupposti per l'azione di arricchimento senza causa PA. Un professionista aveva svolto un incarico per un Comune senza un contratto scritto. Il Comune si opponeva al pagamento, sostenendo che la responsabilità fosse del funzionario. La Corte ha stabilito che, in presenza di un regolare impegno di spesa nel bilancio dell'ente, l'azione per ingiustificato arricchimento è ammissibile contro il Comune, anche se il contratto è nullo per difetto di forma. La responsabilità diretta del funzionario sorge solo in assenza totale di un impegno di spesa.
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Azione di indebito arricchimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5480/2024, ha stabilito un importante principio in materia di contratti con la Pubblica Amministrazione. Il caso riguardava una società fallita che aveva fornito servizi a un Comune in base a un contratto nullo per difetto di forma scritta. La Corte ha chiarito che, sebbene il contratto fosse invalido, la presenza di un regolare impegno di spesa da parte dell'ente impedisce di configurare una responsabilità diretta del funzionario. Di conseguenza, il fornitore può esperire l'azione di indebito arricchimento direttamente nei confronti del Comune, poiché manca un'altra azione specifica per ottenere il proprio compenso. La sentenza cassa la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente negato tale possibilità.
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Copertura finanziaria: i limiti del giudice d’appello
Una dipendente pubblica si vede negare una promozione ottenuta tramite selezione. La Corte d'Appello dichiara nulla la procedura per mancanza di copertura finanziaria, basandosi su documenti prodotti solo in secondo grado. La Cassazione annulla la decisione, chiarendo che, sebbene la mancanza di copertura finanziaria sia causa di nullità rilevabile d'ufficio, il giudice deve fondare la sua decisione solo su prove tempestivamente e ritualmente acquisite nel processo, rispettando le preclusioni processuali.
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Copertura finanziaria: la sua assenza annulla tutto
Un dipendente pubblico si vede negare una progressione di carriera vinta tramite selezione. L'ente pubblico eccepisce la nullità della procedura per mancanza di copertura finanziaria. La Corte di Cassazione conferma che l'assenza di fondi è un vizio insanabile, che determina la nullità dell'intera procedura e che può essere rilevato dal giudice in qualsiasi stato e grado del processo, anche d'ufficio, purché i fatti a fondamento risultino già dagli atti di causa.
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