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r.d. n. 267 del 1942 (Legge Fallimentare)

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Bancarotta Fraudolenta: Ricorsi Respinti, Pene Accessorie Confermate
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi presentati da tre imputati condannati per bancarotta fraudolenta. La Corte d'Appello di Firenze, in sede di rinvio, aveva parzialmente assolto gli imputati da una condotta specifica di bancarotta fraudolenta patrimoniale e rideterminato le pene accessorie. I ricorrenti lamentavano il mancato riconoscimento di un'attenuante speciale e l'eccessiva durata delle pene accessorie. La Cassazione ha dichiarato i ricorsi infondati. Ha confermato che la Corte d'Appello ha correttamente limitato il suo giudizio ai punti di rinvio e ha motivato adeguatamente la durata delle pene accessorie, considerando la maggiore capacità a delinquere del principale imputato. I ricorsi sono stati rigettati.
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Omesso versamento ritenute società fallita: non è reato per l’ex CEO
La Corte di Cassazione ha assolto un legale rappresentante dall'accusa di omesso versamento di ritenute per oltre 288.000 euro. La sua azienda era stata dichiarata fallita nel dicembre 2014, prima della scadenza per il versamento fissata al 31 luglio 2015. I giudici hanno stabilito un principio chiave sull'omesso versamento ritenute società fallita: se il fallimento interviene prima della scadenza del pagamento, l'obbligo di versare le tasse si trasferisce al curatore fallimentare. Di conseguenza, l'ex amministratore, non avendo più il potere di disporre del patrimonio sociale, non può essere ritenuto penalmente responsabile. L'imprenditore è stato quindi assolto perché il fatto non costituisce reato a suo carico.
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Concordato con assuntore: la tassazione corretta
Una società ha contestato un avviso di liquidazione dell'imposta di registro relativo a un concordato fallimentare. L'Agenzia delle Entrate aveva tassato in misura proporzionale l'accollo dei debiti da parte del terzo assuntore. La Corte di Cassazione ha stabilito che la corretta tassazione del concordato con assuntore prevede l'applicazione dell'imposta proporzionale solo sul valore dei beni e dei diritti trasferiti (l'attivo), escludendo dalla base imponibile l'accollo delle passività, in quanto effetto legale naturale dell'operazione e non autonomamente tassabile.
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Fondo di Garanzia TFR: diritto anche se fallimento revocato
La Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori hanno diritto alla prestazione del Fondo di Garanzia TFR anche se la sentenza di fallimento del loro datore di lavoro viene successivamente revocata. Il diritto sorge nel momento in cui, pendente la procedura fallimentare, il credito del lavoratore viene ammesso allo stato passivo e viene presentata la domanda all'ente previdenziale. La successiva revoca del fallimento, non avendo effetto retroattivo sui diritti già perfezionati, non può annullare la prestazione richiesta, poiché al momento della domanda sussistevano tutti i presupposti di legge.
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Bancarotta per distrazione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta per distrazione a carico di un imprenditore. Il caso riguarda un bonifico e la riduzione di un credito a favore di una società collegata, gestita dai familiari. La Corte ha ritenuto che tali operazioni, effettuate in un periodo di dissesto finanziario e prive di una valida giustificazione economica, costituissero una sottrazione di risorse ai danni dei creditori, integrando così il reato contestato.
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