LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

preleggi, art. 14

8 provvedimenti

Stabilizzazione lavoro pubblico: contratto e requisiti
Una lavoratrice, assunta da un'amministrazione pubblica con un contratto di appalto di servizi, ha richiesto di essere ammessa a una procedura di stabilizzazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per la stabilizzazione lavoro pubblico sono determinanti la natura formale del contratto e il metodo di selezione. Anche se il lavoro svolto era di fatto subordinato, l'essere stata assunta tramite un appalto di servizi, aggiudicato con il criterio del miglior ribasso economico e non tramite una selezione comparativa, impedisce l'accesso alla stabilizzazione.
Continua »
Pene sostitutive: applicabili a sentenze non definitive
La Corte di Cassazione chiarisce l'applicazione retroattiva delle pene sostitutive previste dalla Riforma Cartabia. Se una sentenza di patteggiamento non è ancora divenuta definitiva alla data di entrata in vigore della riforma (30 dicembre 2022), l'imputato ha diritto a richiederne l'applicazione. La Corte ha stabilito che un procedimento è da considerarsi 'pendente in Cassazione' anche se il ricorso non è stato materialmente depositato, purché i termini per farlo non siano ancora scaduti. Di conseguenza, viene annullata con rinvio la decisione del Tribunale di merito che aveva negato tale possibilità.
Continua »
Stabilizzazione del personale: il contratto è decisivo
Un ufficiale della Capitaneria di Porto ha richiesto l'inclusione in una procedura di stabilizzazione del personale indetta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La sua domanda è stata respinta in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che per la stabilizzazione del personale è indispensabile un rapporto di lavoro subordinato e formale con l'amministrazione che bandisce la procedura. Un mero collegamento funzionale o un rapporto di fatto non sono sufficienti, data la natura eccezionale di tali procedure rispetto al principio del concorso pubblico.
Continua »
Indennità di custodia: la Cassazione dice sì agli usi locali
Una società che fungeva da custode giudiziario per beni sequestrati ha contestato l'importo dell'indennità di custodia liquidata dal Tribunale. Il Tribunale aveva applicato un criterio di equità pura, non essendoci tariffe ministeriali specifiche. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la legge impone di fare riferimento agli usi locali, come le tariffe prefettizie, prima di poter ricorrere a criteri alternativi. L'uso dell'equità è stato ritenuto errato, in quanto il rinvio agli usi locali è prioritario.
Continua »
Contratto collettivo operai forestali: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'agenzia regionale contro un proprio dipendente, un operaio forestale. La Corte ha confermato che al lavoratore, trasferito dalla Regione all'Agenzia, spetta l'indennità per il tragitto casa-lavoro prevista dal contratto collettivo operai forestali di settore. È stato stabilito che, nonostante la natura pubblica dell'ente, specifiche leggi nazionali e regionali legittimano l'applicazione della contrattazione collettiva privata per questi lavoratori, data la peculiarità storica del settore.
Continua »
Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un'azienda di edilizia residenziale pubblica ha richiesto l'esenzione IMU per i suoi immobili, equiparandoli ad alloggi sociali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'esenzione IMU alloggi sociali non è automatica. L'ordinanza chiarisce che il canone di locazione, seppur ridotto, non è "simbolico" quando è destinato a coprire i costi di gestione e manutenzione. Tale caratteristica qualifica l'attività come economica, escludendola dal beneficio fiscale della piena esenzione e ammettendo solo una detrazione.
Continua »
Agevolazioni investimenti ambientali: la Cassazione
Un'impresa del settore energetico richiedeva un cospicuo rimborso fiscale per aver effettuato investimenti ambientali ai sensi della L. 388/2000 (c.d. Tremonti Ambiente). L'investimento consisteva in un impianto per la produzione di energia, la quale veniva però venduta sul mercato e non utilizzata nel ciclo produttivo dell'azienda. La Corte di Cassazione ha negato il diritto al beneficio, stabilendo un principio fondamentale: le agevolazioni per investimenti ambientali sono destinate esclusivamente a ridurre l'impatto ambientale dell'attività propria dell'impresa, non a finanziare nuove attività commerciali, anche se ecologiche. Concedere il beneficio in questo caso costituirebbe un aiuto di Stato illegittimo.
Continua »
Aziende cessate: salvaguardia negata per chiusura parziale
La Corte di Cassazione ha stabilito che il beneficio della c.d. "settima salvaguardia" pensionistica, previsto per i lavoratori di "aziende cessate", non si applica in caso di chiusura di una sola unità operativa. Il caso riguardava un lavoratore il cui datore di lavoro aveva perso un appalto, cessando l'attività solo in quella specifica sede. La Corte ha chiarito che l'interpretazione del termine deve essere restrittiva: l'azienda deve aver cessato completamente e definitivamente la propria attività, non solo una sua parte. Pertanto, ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva concesso il beneficio al lavoratore, rigettando la sua domanda originaria.
Continua »