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Preleggi, art. 12

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29 provvedimenti

Copertura previdenziale: ENPAIA o INPS per enti pubblici?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la corretta copertura previdenziale per i dipendenti di un'agenzia pubblica regionale, succeduta a un precedente ente forestale, è quella gestita dall'INPS e non da un fondo di categoria come l'ENPAIA. La Corte ha chiarito che il passaggio a un ente pubblico non economico determina la cessazione del rapporto assicurativo con il fondo privato, dando diritto alla lavoratrice di ottenere la liquidazione del proprio 'conto individuale', anche in assenza di interruzione del rapporto di lavoro. La decisione si fonda sulla natura non imprenditoriale dell'ente e sulla prevalenza della legge statale in materia previdenziale.
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Distacco di personale e IVA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 9585/2025, ha stabilito principi cruciali in materia di IVA sul distacco di personale. La Corte ha accolto sia il ricorso dell'Agenzia delle Entrate che quello del contribuente. È stato affermato che anche il semplice rimborso dei costi per il distacco di personale è soggetto a IVA se esiste un nesso di corrispettività tra la prestazione e il pagamento, disapplicando la normativa nazionale in contrasto con i principi UE. Inoltre, è stata censurata la sentenza di secondo grado per 'motivazione apparente', in quanto il suo ragionamento su un'altra questione fiscale era irrimediabilmente contraddittorio e incomprensibile, violando il requisito minimo costituzionale della motivazione.
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Accertamento analitico induttivo: la prova da terzi
Una società di ristorazione ha contestato un accertamento fiscale basato sul metodo dell'accertamento analitico induttivo, fondato su documentazione extracontabile rinvenuta presso una lavanderia esterna (c.d. 'tovagliometro'). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità dell'utilizzo di tali documenti come presunzioni gravi, precise e concordanti per ricostruire il reddito non dichiarato, qualora la contabilità aziendale risulti parzialmente inattendibile.
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Domanda tardiva liquidazione: è inammissibile?
Una società creditrice ha presentato una domanda di partecipazione alla procedura di liquidazione del patrimonio di un debitore oltre il termine fissato dal liquidatore. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità della richiesta, stabilendo che la disciplina sul sovraindebitamento (L. 3/2012) non consente la presentazione di una domanda tardiva liquidazione, a differenza di quanto previsto in ambito fallimentare. Il termine, pur non essendo definito 'perentorio' dalla legge, ha una funzione preclusiva che comporta la decadenza dal diritto per il creditore ritardatario.
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Motivazione apparente: annullata sentenza tributaria
Un accertamento fiscale emesso nei confronti di un socio, basato sulla presunzione di distribuzione di utili da parte di una società a ristretta base, era stato annullato in appello. La Corte di Cassazione ha però cassato questa decisione a causa di una motivazione apparente, poiché i giudici di secondo grado non avevano fornito una spiegazione concreta e comprensibile delle ragioni della loro scelta, limitandosi a un generico riferimento all'annullamento dell'accertamento societario. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Rimedi preventivi: obbligatori per l’equa riparazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8574/2025, ha rigettato il ricorso per equa riparazione di una cittadina a causa della durata eccessiva di un processo di separazione. La Corte ha stabilito che l'omesso utilizzo dei rimedi preventivi, come l'istanza di trattazione orale, rende inammissibile la domanda di indennizzo. È stato chiarito che la parte ha l'onere di manifestare un comportamento collaborativo con il giudice, richiedendo l'accelerazione del processo, a prescindere dalla valutazione soggettiva sulla potenziale inefficacia di tali strumenti.
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Iscrizione cassa previdenziale: obbligatoria sempre?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'iscrizione alla cassa previdenziale di categoria è obbligatoria per il solo fatto di essere iscritti all'albo professionale, a prescindere dall'esercizio effettivo o continuativo della professione e dalla produzione di reddito. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva esonerato un geometra dal pagamento dei contributi minimi, ritenendo irrilevante che svolgesse principalmente un lavoro dipendente.
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Massimale contributivo: effetti del riscatto militare
Un lavoratore autonomo ha contestato la richiesta di arretrati da parte dell'Ente Previdenziale, sorta dopo il riscatto del servizio militare prestato prima del 1996. La controversia verteva sull'applicazione del massimale contributivo. La Corte di Cassazione ha stabilito che il superamento del massimale opera solo dal mese successivo alla domanda di riscatto e non retroattivamente, legittimando l'operato dell'Ente sulla base di una norma di interpretazione autentica.
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IMU immobile occupato: esenzione possibile?
Una società immobiliare ha contestato il pagamento dell'IMU per un edificio abusivamente occupato da terzi per oltre due anni. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito che l'imposta non è dovuta. La decisione si fonda su una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo imporre l'IMU su un immobile occupato, in quanto la perdita di disponibilità del bene fa venir meno la capacità contributiva del proprietario, presupposto fondamentale di ogni tributo.
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