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Legge n. 94 del 15/07/2009

11 provvedimenti

Proroga 41-bis: i criteri per la conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la proroga 41-bis per un detenuto, rigettando il ricorso contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza. La sentenza chiarisce che per estendere il regime di carcere duro non occorrono necessariamente nuovi fatti reato, ma è sufficiente accertare la persistenza della capacità del soggetto di mantenere contatti con l'organizzazione criminale di riferimento.
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Proroga 41-bis: quando è legittima l’estensione?
Un detenuto ricorre contro la proroga del regime speciale 41-bis, sostenendo la mancanza di nuovi elementi a suo carico. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, specificando che per la proroga 41-bis non sono necessari fatti sopravvenuti, ma è sufficiente una motivazione che attesti la persistente capacità del soggetto di mantenere legami con l'organizzazione criminale e la sua attuale pericolosità sociale.
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Regime 41-bis: quando è legittima la proroga?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La Corte ha chiarito che il ricorso è limitato alle violazioni di legge, categoria che include una motivazione solo apparente o illogica. Ha però ritenuto la decisione del Tribunale di Sorveglianza ben motivata, basandosi sul ruolo apicale del detenuto e sulla sua attuale pericolosità, considerando insufficiente la sua recente separazione coniugale a provare la rottura con l'ambiente criminale.
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Regime 41-bis: proroga e limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione del Tribunale di Sorveglianza, basata sulla persistente capacità del soggetto di mantenere legami con l'associazione criminale e sull'operatività di quest'ultima, rendendo irrilevanti i segnali di dissociazione presentati.
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Proroga 41 bis: quando è legittima la decisione?
Una donna condannata per criminalità organizzata ha impugnato la proroga del regime detentivo speciale 41-bis, lamentando la mancanza di prove sulla sua attuale pericolosità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che per la proroga 41 bis non sono necessari fatti sopravvenuti se persistono le condizioni di pericolo e i legami con l'organizzazione criminale che ne hanno giustificato l'applicazione iniziale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Proroga regime 41-bis: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. Secondo la Corte, per la proroga del regime 41-bis non sono necessari fatti sopravvenuti, ma è sufficiente la persistenza della capacità del soggetto di mantenere legami con l'associazione criminale di appartenenza. La decisione del Tribunale di Sorveglianza è stata ritenuta congruamente motivata, basandosi sul ruolo del condannato nella cosca e sulla perdurante operatività del sodalizio.
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Regime 41-bis: proroga legittima senza fatti nuovi
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della proroga del regime 41-bis per un detenuto, dichiarando inammissibile il suo ricorso. Secondo la Corte, per estendere il cosiddetto 'carcere duro' non sono necessari fatti nuovi, ma è sufficiente una motivazione adeguata che attesti la persistente capacità del soggetto di mantenere legami con l'associazione criminale e la sua attuale pericolosità sociale.
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Regime 41-bis: proroga senza fatti nuovi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. Secondo la Corte, per estendere il regime detentivo speciale non sono necessari fatti sopravvenuti, ma è sufficiente una motivazione adeguata che attesti la persistente capacità del condannato di mantenere legami con l'associazione criminale e l'assenza di una reale dissociazione.
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Regime 41-bis: quando è legittima l’applicazione
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un provvedimento che applica il regime 41-bis. La Corte chiarisce che per mantenere il cosiddetto "carcere duro" non è necessaria la prova di un'attuale affiliazione al gruppo criminale, ma è sufficiente la presenza di elementi che facciano ragionevolmente presumere il mantenimento dei contatti con l'esterno e la persistenza della pericolosità sociale del detenuto.
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Regime 41-bis: proroga senza nuovi fatti di reato
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso contro la proroga del regime 41-bis. I difensori lamentavano la mancata valutazione dell'attualità della pericolosità del detenuto. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che per la proroga non sono necessari fatti sopravvenuti, essendo sufficiente la permanenza delle condizioni di pericolo originarie, purché la decisione sia adeguatamente motivata. Il controllo della Cassazione è limitato alla violazione di legge e non può estendersi al merito della valutazione sulla pericolosità.
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Proroga 41-bis: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso contro la proroga del regime detentivo speciale 41-bis. L'ordinanza chiarisce che, per estendere tale misura, non sono indispensabili fatti nuovi, essendo sufficiente una valutazione ponderata della persistente pericolosità del detenuto e della sua mancata dissociazione dall'organizzazione criminale. La Corte sottolinea che una motivazione adeguata sul ruolo del condannato e sull'assenza di elementi positivi di recupero giustifica la proroga.
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