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Legge n. 85 del 1995

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Sanzioni imposta di soggiorno: la giurisdizione
Una società di gestione immobiliare ha ricevuto sanzioni per non aver adempiuto a obblighi procedurali legati all'imposta di soggiorno, come la registrazione a un portale e la comunicazione giornaliera dei dati. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22891/2024, ha stabilito che la giurisdizione per queste controversie spetta al giudice ordinario e non a quello tributario. La decisione si fonda sulla natura amministrativa, e non fiscale, delle violazioni contestate. Le sanzioni imposta di soggiorno di questo tipo non riguardano l'omesso pagamento del tributo, ma la violazione di obblighi strumentali alla sua gestione.
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Società di Fatto: conti personali e Fisco, la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28913/2025, ha stabilito un importante principio in materia di accertamenti fiscali nei confronti di una società di fatto. È stato chiarito che i movimenti bancari sui conti correnti personali di uno dei soci si presumono, fino a prova contraria, come ricavi non dichiarati della società stessa. La Suprema Corte ha annullato la decisione di merito che aveva escluso tale presunzione solo perché il socio svolgeva un'altra attività imprenditoriale, ribadendo che l'onere di superare la presunzione legale grava sul contribuente. È stata inoltre sancita l'inammissibilità di richieste formulate tardivamente nel processo tributario.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società immobiliare aveva impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole relativa ad avvisi di accertamento per Ires, Irap e Iva. Durante il procedimento, l'azienda ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della L. 197/2022, pagando le somme dovute. La Corte di Cassazione, preso atto dell'adesione alla procedura, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza entrare nel merito dei tredici motivi di ricorso. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Sequestro preventivo auto: onere della prova del terzo
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo auto a danno di un'acquirente terza. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché la prova della buona fede e della legittimità dell'acquisto, basata su un documento straniero illeggibile e non tradotto, è stata ritenuta insufficiente. La sentenza sottolinea il rigoroso onere probatorio che grava sul terzo che voglia ottenere la restituzione del bene.
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Regime del margine: la Cassazione e la prova del Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33020/2024, ha stabilito che per l'applicazione del regime del margine su veicoli usati acquistati da altri paesi UE, non è sufficiente un affidamento acritico alle dichiarazioni del fornitore. Se le fatture presentano elementi contraddittori, come diciture che suggeriscono una cessione intracomunitaria, il contribuente ha l'onere di svolgere ulteriori verifiche per dimostrare la propria buona fede e il diritto a beneficiare del regime speciale. La Suprema Corte ha cassato la decisione di merito che aveva dato ragione a una società di rivendita auto, sottolineando che l'onere della prova in un regime derogatorio spetta interamente al contribuente.
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Deducibilità costi: onere della prova e frodi
Una società operante nel commercio di autovetture si è vista contestare la deducibilità dei costi e l'applicazione del regime del margine IVA per operazioni ritenute soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha chiarito che in questi casi l'onere di provare l'effettività, l'inerenza e la certezza dei costi grava interamente sul contribuente. La sola esibizione della fattura non è sufficiente a dimostrare la legittimità della deduzione, ribaltando la precedente decisione della Commissione Tributaria Regionale.
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Regime del margine: onere della prova e buona fede
La Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di autoveicoli usati, confermando l'accertamento fiscale per l'illegittima applicazione del regime del margine. La Corte ha ribadito che spetta al contribuente dimostrare la propria buona fede e la massima diligenza per beneficiare del regime agevolato, specialmente in presenza di indizi di frode IVA intracomunitaria.
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