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legge n. 79 del 2022

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Abilitazione insegnamento: no sanatoria se manca il titolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un candidato ammesso a un concorso per docenti 'con riserva', ma privo del requisito fondamentale dell'abilitazione insegnamento al momento del bando, non può vedere la propria posizione sanata in un secondo momento. Nemmeno il superamento delle prove o l'entrata in vigore di norme successive che riconoscono il valore abilitante del concorso possono rimediare all'originaria mancanza del titolo, che era un requisito di accesso essenziale. Di conseguenza, il licenziamento del docente, avvenuto dopo l'annullamento definitivo della sua ammissione, è stato ritenuto legittimo.
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Risarcimento danno precariato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una docente al risarcimento del danno per l'illegittima reiterazione di contratti a termine per quasi 27 anni. La Corte ha stabilito che una procedura di assunzione straordinaria, essendo di natura selettiva e non garantendo l'impiego, non costituisce una misura adeguata a sanare l'abuso subito. Pertanto, il Ministero dell'Istruzione è stato condannato a versare il risarcimento danno precariato, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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24 CFU e laurea: non bastano per le graduatorie docenti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26914/2024, ha stabilito che il possesso congiunto di 24 CFU e laurea non equivale all'abilitazione all'insegnamento. Di conseguenza, tali titoli non sono sufficienti per l'inserimento nella prima fascia delle graduatorie provinciali o nella seconda fascia delle graduatorie di istituto. La Corte ha chiarito che questi requisiti consentono solo la partecipazione ai concorsi, ma non conferiscono la qualifica di docente abilitato, ribadendo la netta distinzione tra titolo di studio e titolo abilitante.
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Abilitazione insegnamento: Laurea e 24 CFU bastano?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30520/2024, ha stabilito che il possesso di una laurea magistrale unitamente a 24 Crediti Formativi Universitari (CFU) non equivale all'abilitazione insegnamento. Questa combinazione di titoli consente unicamente la partecipazione ai concorsi per docenti, ma non l'inserimento nelle fasce delle graduatorie riservate al personale abilitato. La Corte ha accolto il ricorso del Ministero dell'Istruzione, riformando la decisione della Corte d'Appello e chiarendo la netta distinzione tra i requisiti di accesso ai concorsi e il titolo abilitante vero e proprio, necessario per l'iscrizione in determinate graduatorie per le supplenze.
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Abilitazione insegnamento: 24 CFU non bastano (Cass.)
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7084/2024, ha stabilito che il possesso di una laurea e di 24 crediti formativi universitari (CFU) non è sufficiente per essere considerati titolari di abilitazione all'insegnamento. Di conseguenza, un aspirante docente con tali titoli non ha diritto all'inserimento nella II fascia delle graduatorie di istituto, riservata ai soli docenti abilitati, ma deve essere collocato in III fascia. La Corte ha chiarito che i 24 CFU sono un requisito di accesso al concorso pubblico, non un titolo equipollente all'abilitazione.
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24 CFU abilitazione: non bastano per la II fascia
La Corte di Cassazione ha stabilito che il possesso di una laurea e dei 24 CFU non è sufficiente per l'inserimento nella seconda fascia delle graduatorie di istituto. Questa pronuncia chiarisce la distinzione fondamentale tra i requisiti di accesso al concorso per docenti e la vera e propria abilitazione all'insegnamento. La Corte ha accolto il ricorso del Ministero dell'Istruzione, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello e respingendo la domanda dell'aspirante docente, che deve quindi essere inserito in terza fascia. La sentenza sottolinea che l'abilitazione si consegue solo superando il concorso, non semplicemente possedendone i titoli di ammissione.
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24 CFU abilitazione: non basta la laurea per le GPS
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12210/2025, ha stabilito un principio fondamentale per il mondo della scuola. Il caso riguardava una docente che, in possesso di laurea e 24 CFU, richiedeva l'inserimento nelle fasce più alte delle graduatorie per le supplenze (GPS e graduatorie d'istituto), equiparando i suoi titoli a un'abilitazione all'insegnamento. Mentre la Corte d'Appello le aveva dato ragione, la Cassazione ha ribaltato la decisione. I giudici hanno chiarito che la laurea e i 24 CFU costituiscono unicamente un requisito per partecipare ai concorsi, ma non equivalgono al 'titolo di abilitazione', che si ottiene solo con il superamento di specifici percorsi o concorsi. Di conseguenza, il possesso dei soli 24 CFU e della laurea non è sufficiente per accedere alle fasce riservate ai docenti abilitati.
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Abilitazione insegnamento: Laurea e 24 CFU bastano?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il possesso di una laurea e di 24 CFU non equivale ad una piena abilitazione insegnamento. Pertanto, un docente con questi titoli non ha diritto all'inserimento nella seconda fascia delle graduatorie d'istituto, riservata ai docenti abilitati, ma deve essere collocato in terza fascia. La Corte ha chiarito che tali requisiti consentono solo la partecipazione ai concorsi, mentre l'abilitazione si consegue unicamente con il superamento degli stessi.
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