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Legge n. 71 del 1994

7 provvedimenti

Pensione e ricalcolo: la giurisdizione è della Corte dei Conti
Un lavoratore in pensione ha chiesto il ricalcolo del suo assegno previdenziale in base a specifiche mansioni svolte durante il servizio. Ha avviato due cause separate, una davanti al Giudice ordinario e una davanti alla Corte dei Conti. Entrambi i giudici hanno negato la propria competenza, creando un conflitto. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha risolto la questione, affermando il principio della giurisdizione della Corte dei Conti per le pensioni. Anche se la richiesta si basa su fatti legati al passato rapporto di lavoro, la domanda riguarda esclusivamente la misura della pensione. Pertanto, la competenza spetta unicamente alla Corte dei Conti, che può valutare le mansioni svolte solo come presupposto per la sua decisione.
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Buoni postali fruttiferi: vale il timbro, non la stampa
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce la questione dei buoni postali fruttiferi emessi su moduli di serie precedenti. Il caso riguarda un risparmiatore che chiedeva l'applicazione di tassi d'interesse misti, basati in parte sulla vecchia tabella stampata e in parte sul nuovo timbro. La Corte ha stabilito che il timbro indicante la nuova serie (es. 'Q/P') comporta l'applicazione integrale ed esclusiva delle nuove condizioni economiche, sostituendo in toto quelle precedenti, anche se non fisicamente cancellate sul modulo.
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Prescrizione buonuscita: 5 anni per la richiesta
Un ex dipendente pubblico, passato a un nuovo impiego statale, ha richiesto la buonuscita dopo oltre cinque anni dalla cessazione del primo rapporto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che la prescrizione buonuscita è quinquennale e decorre dalla data di fine del rapporto di lavoro, non da un successivo atto amministrativo. La richiesta tardiva ha comportato la perdita del diritto.
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Contributi minori: esenzione per società postali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4596/2024, ha stabilito che una società controllata dalla società postale nazionale non è tenuta al versamento dei cosiddetti contributi minori. La decisione si fonda sulla natura speciale ed esclusiva del regime previdenziale IPOST, applicabile ai dipendenti del settore, che assorbe e sostituisce gli obblighi contributivi del regime generale per il periodo in esame.
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Contributi minori: esonero per regime speciale
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società, i cui dipendenti sono iscritti a un regime previdenziale speciale e autonomo, non è tenuta al versamento dei cosiddetti contributi minori (per cassa integrazione, mobilità e assegni familiari) al fondo generale. La sentenza chiarisce che l'esistenza di un sistema previdenziale esclusivo, come quello storico del settore postale, preclude l'applicazione delle norme del regime generale, a meno che non intervengano leggi specifiche a estenderne la copertura.
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Concessione alloggio di servizio: serve forma scritta?
Una società di servizi ha agito contro un ex dipendente per la restituzione di un immobile concesso in uso come alloggio di servizio. La Cassazione ha stabilito che la concessione alloggio di servizio, scaduta quando l'ente era ancora pubblico, non poteva trasformarsi tacitamente in locazione, essendo necessaria la forma scritta ad substantiam per i contratti della P.A. La precedente decisione di merito è stata cassata.
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Esenzione IRES: ente pubblico non sempre escluso
Un ente, successore di un istituto previdenziale pubblico, ha contestato una cartella di pagamento per IRES, sostenendo di avere diritto a un'esenzione totale in quanto storicamente equiparato a un'Amministrazione dello Stato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che l'elenco degli enti con esenzione IRES totale è tassativo e non include l'istituto in questione. Sebbene le attività previdenziali istituzionali siano considerate non commerciali e quindi non tassate, l'ente rimane soggetto passivo IRES per tutti gli altri redditi, come quelli di natura fondiaria o di capitale.
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