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Legge n. 69 del 2005, art. 9

7 provvedimenti

Fuga del compagno: non basta per l’aggravamento misura cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato l'aggravamento della misura cautelare per una madre di quattro figli piccoli, indagata per reati contro il patrimonio. La Corte d'Appello aveva sostituito i suoi arresti domiciliari con il carcere, basandosi unicamente sulla fuga del suo compagno e ipotizzando un suo imminente pericolo di fuga. La Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: il rischio di fuga deve essere valutato su elementi concreti e personali dell'indagato, non può essere presunto dal comportamento di terzi. Inoltre, per una madre di prole sotto i sei anni, il carcere è possibile solo in presenza di esigenze cautelari di 'eccezionale rilevanza', che nel caso specifico non erano state adeguatamente dimostrate.
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Mandato Arresto Europeo: validità oltre il termine
Un soggetto destinatario di un mandato d'arresto europeo per riciclaggio ha impugnato la decisione di consegna della Corte d'Appello, sostenendo che fosse stata emessa oltre i termini di legge. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il superamento dei termini previsti per la decisione non invalida l'ordine di consegna, ma comporta altre conseguenze procedurali, senza intaccare l'efficacia del mandato.
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Mandato di arresto europeo: rilascio per ritardo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta nell'ambito di una procedura di mandato di arresto europeo. La decisione si fonda sul ritardo ingiustificato, superiore a 90 giorni, nella decisione sulla consegna, causato dalla mancata trasmissione della documentazione tradotta da parte dello Stato richiedente. Secondo la Corte, tale ritardo impone la revoca della misura detentiva, come previsto dall'art. 22-bis della legge n. 69/2005, a tutela della libertà personale.
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Mancata traduzione atti: Cassazione e nullità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38328/2025, affronta il tema della nullità degli atti per mancata traduzione. Un cittadino straniero, arrestato su mandato europeo, lamentava la mancata traduzione del verbale di arresto e dell'ordinanza cautelare. La Corte ha rigettato il ricorso, specificando che la mancata traduzione scritta non comporta nullità automatica se è stata fornita assistenza linguistica orale e non si dimostra un pregiudizio concreto e attuale al diritto di difesa. Questo principio sulla mancata traduzione atti rafforza l'onere della prova a carico della difesa.
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Mandato di arresto europeo: no ai domiciliari
La Corte di Cassazione conferma la detenzione in carcere per una cittadina straniera, richiesta in consegna con un mandato di arresto europeo. La Corte ha ritenuto corretto il rigetto della richiesta di arresti domiciliari, motivando l'elevato pericolo di fuga sulla base delle ingenti disponibilità finanziarie, dell'assenza di legami con l'Italia e dei contatti internazionali della donna.
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Traduzione atti giudiziari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero detenuto in base a un mandato di arresto europeo. Il ricorrente lamentava la mancata traduzione atti giudiziari, in particolare dell'ordinanza che negava la sua scarcerazione. La Corte ha stabilito che l'obbligo di traduzione si applica all'ordinanza iniziale che dispone la misura cautelare, ma non necessariamente alle successive decisioni su istanze di riesame o appello, specialmente quando l'imputato è assistito da un difensore. La motivazione sul pericolo di fuga è stata ritenuta adeguata.
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Mandato di arresto europeo: rischio di fuga e detenzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la detenzione in carcere di una persona richiesta tramite mandato di arresto europeo. La sentenza chiarisce che il 'pericolo di fuga' in questi casi deve essere valutato in funzione della necessità di garantire la consegna allo Stato richiedente, rendendo i criteri diversi da quelli applicati nei procedimenti nazionali. La vita stabile in un paese terzo non esclude automaticamente la necessità della misura cautelare.
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