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Legge n. 689 del 1981, art. 28

8 provvedimenti

Attività estrattiva abusiva: la Cassazione decide
Una società, autorizzata a scavare per un impianto di acquacoltura, ha venduto il ghiaione risultante. La Cassazione ha confermato che questa condotta costituisce un'attività estrattiva abusiva, soggetta a severe sanzioni secondo le leggi sulle cave, e non alle più miti normative sui materiali di risulta edili. Il tribunale ha chiarito che lo scopo commerciale dell'estrazione è il fattore decisivo. Ha inoltre affrontato questioni procedurali chiave come la prescrizione per i reati permanenti e la data di inizio del termine di notifica di 90 giorni.
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Verbale ispettivo: valore di prova e termini di legge
La Corte di Cassazione conferma la validità di un'ordinanza ingiunzione per assunzioni irregolari, chiarendo il valore probatorio del verbale ispettivo. La Corte stabilisce che il termine di 90 giorni per la notifica decorre dalla conclusione delle complesse indagini, non dalla data della violazione. Le dichiarazioni raccolte dagli ispettori costituiscono un valido elemento di prova, liberamente valutabile dal giudice.
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Termine contestazione illecito: Cassazione chiarisce
Un consigliere di amministrazione di una banca viene sanzionato dall'Autorità di vigilanza per informazioni omesse in un prospetto. La Corte d'Appello annulla la sanzione, ritenendo superato il termine di contestazione dell'illecito. La Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che il termine decorre non dalla conoscenza dei primi indizi, ma dalla conclusione dell'attività di accertamento. La valutazione sulla necessità degli atti istruttori va fatta 'ex ante', riconoscendo la discrezionalità dell'Autorità nel condurre indagini complesse.
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Termine contestazione Consob: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29900/2024, ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva cancellato una sanzione della Consob a un ex amministratore di banca per tardività. La Suprema Corte ha chiarito che il termine contestazione Consob di 180 giorni non decorre dalla mera conoscenza di elementi di sospetto, ma dal completo accertamento dell'illecito. Il giudice non può sindacare le scelte investigative dell'Autorità, ma solo verificare l'eventuale inerzia ingiustificata, valutando l'utilità degli atti istruttori con un criterio 'ex ante' e non 'ex post'.
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Verbale ispettivo: valore probatorio e difesa in giudizio
Una società cooperativa ha impugnato un'ordinanza ingiunzione per violazioni in materia di lavoro, basata su un verbale ispettivo. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che eventuali vizi procedurali della fase amministrativa, come il negato accesso agli atti, sono superati dal giudizio di opposizione, che riesamina l'intero rapporto. La Corte ha inoltre ribadito che le dichiarazioni dei lavoratori raccolte dagli ispettori, pur non avendo fede privilegiata, costituiscono materiale probatorio liberamente apprezzabile dal giudice, che può fondare su di esse la propria decisione in assenza di prove contrarie concrete.
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Ordine di demolizione: quando non può essere sospeso
La Corte di Cassazione, con la sentenza 5174/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi di un condannato per abusi edilizi. Essi chiedevano la sospensione di un ordine di demolizione a causa di un ricorso pendente al T.A.R. contro il diniego di condono. La Corte ha ribadito che la pendenza del giudizio amministrativo non è di per sé sufficiente a bloccare l'esecuzione. L'ordine di demolizione, avendo natura reale, segue l'immobile e vincola anche gli eredi, indipendentemente dalla formale accettazione dell'eredità.
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Decadenza sanzioni amministrative: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8077/2025, ha stabilito che l'ente previdenziale incorre nella decadenza sanzioni amministrative se non notifica la violazione entro 90 giorni dalla ricezione degli atti dall'autorità giudiziaria. Il caso riguardava sanzioni per omesso versamento di ritenute previdenziali, originariamente reati poi depenalizzati. La Corte ha chiarito che il termine di 90 giorni, previsto dalla L. 689/1981, è perentorio e si applica anche alle violazioni commesse prima della depenalizzazione, a garanzia della certezza del diritto e del diritto di difesa del cittadino.
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Ordine di demolizione: è proporzionato e legittimo?
Un proprietario ha impugnato un ordine di demolizione per due unità abitative abusive, sostenendo fossero la sua unica casa e che vi fossero domande di condono in sospeso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando l'ordine di demolizione. La Corte ha stabilito che le domande di condono erano inammissibili poiché le opere erano state completate dopo la scadenza di legge. Inoltre, la demolizione è stata ritenuta una misura proporzionata, bilanciando il diritto all'abitazione con l'interesse pubblico al rispetto delle normative urbanistiche.
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