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legge n. 575 del 1965, art. 2-ter

7 provvedimenti

Banca perde crediti: la buona fede contro il credito illecito
Una banca ha cercato di far ammettere crediti privilegiati derivanti da due mutui nel contesto di una misura di prevenzione patrimoniale contro un imprenditore e la sua società. Il Tribunale ha rigettato l'opposizione, ritenendo che la banca non avesse dimostrato la buona fede e che il credito fosse un **credito strumentale ad attività illecita**. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, evidenziando le gravi lacune nell'istruttoria della banca e la mancata verifica della provenienza dei fondi, nonostante l'imprenditore fosse già noto per attività illecite come l'usura.
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Revoca confisca definitiva: no a mutamenti di legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la revoca di una confisca definitiva di beni. I ricorrenti sostenevano che un mutamento giurisprudenziale costituisse un 'fatto nuovo' idoneo a giustificare la revoca. La Corte ha stabilito che un diverso orientamento interpretativo, anche delle Sezioni Unite o della Corte Costituzionale, non integra la nozione di 'fatto nuovo' richiesta dalla legge per rimettere in discussione un provvedimento definitivo, confermando così l'intangibilità del giudicato.
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Confisca beni e pericolosità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per la revoca di una confisca beni. La sentenza stabilisce un principio cruciale: per la confisca è determinante la pericolosità sociale del soggetto al momento dell'acquisto dei beni, non la sua pericolosità attuale. Quest'ultima è rilevante solo per le misure di prevenzione personali. La decisione conferma quindi la piena autonomia tra misure patrimoniali e personali.
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Occupazione abusiva IMU: chi paga l’imposta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 16687/2024, esamina il caso di un proprietario tenuto a pagare l'IMU (precedentemente ICI) su terreni oggetto di occupazione abusiva da parte della Pubblica Amministrazione. A seguito di una procedura espropriativa illegittima, il proprietario ha perso la disponibilità materiale del bene. La Corte non decide nel merito ma, riconoscendo l'importanza della questione, rinvia la causa a pubblica udienza per chiarire se, in caso di occupazione abusiva IMU, il presupposto impositivo sussista anche quando viene meno la capacità contributiva del proprietario, come sancito dall'art. 53 della Costituzione.
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Confisca di prevenzione: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un provvedimento che negava la revoca di una confisca di prevenzione. La sentenza ribadisce che tale misura non ha natura di sanzione penale, ma di sicurezza, pertanto si applica la legge vigente al momento dell'accertamento della pericolosità sociale (principio del tempus regit actum) e non la legge successiva più favorevole. L'assoluzione degli interessati in un separato procedimento penale per bancarotta è stata ritenuta non decisiva per la revoca della confisca, in quanto la misura si fondava su una valutazione più ampia della loro pericolosità e della sproporzione patrimoniale.
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IMU su immobili sequestrati: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1898/2024, ha stabilito principi fondamentali in materia di IMU su immobili sequestrati e validità delle notifiche. Una società aveva impugnato un avviso di accertamento IMU per il 2012, lamentando l'irregolarità della notifica via PEC e la non debenza del tributo a causa di un sequestro preventivo sull'immobile. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la notifica, sebbene irregolare, è sanata dalla conoscenza dell'atto da parte del destinatario che lo impugna. Sul punto cruciale, ha chiarito che il regime speciale di sospensione del pagamento per gli immobili sequestrati non era in vigore nel 2012, pertanto l'IMU restava dovuta, poiché il sequestro non estingue la titolarità del bene.
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Revoca della confisca: i limiti della prova nuova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso per la revoca della confisca di beni appartenenti ai familiari di un imprenditore defunto, ritenuto collegato alla criminalità organizzata. I ricorrenti sostenevano che la revoca parziale del provvedimento per una società costituisse una "prova nuova" sufficiente a invalidare l'intera confisca. La Corte ha stabilito che la prova, per essere ammissibile, deve essere non solo nuova ma anche 'decisiva', ovvero capace di smontare l'intero impianto accusatorio originario, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.
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