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Legge n. 335 del 1995, art. 2, commi 26-31

7 provvedimenti

Prescrizione contributi Gestione Separata: l’INPS perde sul tempo
L'INPS ha cercato di recuperare i contributi dovuti da un professionista iscritto alla Gestione Separata. Il professionista ha eccepito la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza del pagamento, non dalla dichiarazione dei redditi. Ha inoltre stabilito che la semplice omessa compilazione del "quadro RR" nella dichiarazione fiscale non costituisce "doloso occultamento del debito", quindi non sospende la prescrizione. L'INPS non ha dimostrato un'intenzione fraudolenta del professionista. Il ricorso dell'INPS è stato dichiarato inammissibile, confermando la prescrizione dei contributi.
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Obbligo iscrizione gestione separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28729/2024, ha stabilito che gli avvocati non iscritti alla propria cassa di previdenza hanno l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata. La Corte ha anche chiarito importanti principi sul calcolo della prescrizione dei contributi, specificando che il termine decorre dalla scadenza del versamento, tenendo conto di eventuali proroghe, e non dalla data della dichiarazione dei redditi. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Gestione separata avvocati: obbligo sotto i 5000 euro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24192/2024, ha stabilito che un avvocato iscritto all'albo, ma non alla Cassa Forense per reddito inferiore a 5.000 euro, non è automaticamente esonerato dall'iscrizione alla gestione separata. Il criterio determinante non è il reddito, ma l'abitualità dell'attività professionale, che il giudice di merito deve accertare. Un reddito basso è solo uno degli indizi, non la prova decisiva per qualificare l'attività come occasionale. La Corte ha quindi cassato la decisione d'appello che escludeva l'obbligo contributivo basandosi unicamente sulla soglia di reddito.
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Termine breve ricorso: l’appello tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale contro un avvocato. La decisione si fonda sul mancato rispetto del termine breve ricorso di 60 giorni, decorrente dalla notifica della sentenza d'appello. La questione di merito, relativa all'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per redditi inferiori a una certa soglia, non è stata esaminata a causa di questo vizio procedurale.
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Gestione Separata INPS: Obbligo per Avvocati
La Corte di Cassazione ha stabilito che un avvocato è tenuto a iscriversi alla Gestione Separata INPS se esercita la professione in modo abituale, anche se il reddito prodotto è inferiore a 5.000 euro annui. La Corte ha chiarito che tale soglia di reddito è rilevante solo per il lavoro autonomo occasionale e non per l'attività professionale abituale. Inoltre, è stato precisato che il termine di prescrizione per i contributi decorre dalla scadenza del versamento, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente ritenuto il credito prescritto e l'obbligo di iscrizione insussistente.
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Prescrizione contributi: vittoria del professionista
La Corte di Cassazione conferma la non debenza dei versamenti all'Ente Previdenziale da parte di un'avvocata, dichiarando la prescrizione dei contributi della Gestione Separata. La richiesta di pagamento dell'Ente, inviata oltre cinque anni dopo la scadenza, è stata ritenuta tardiva, assorbendo le altre questioni sulla legittimità dell'iscrizione d'ufficio per redditi bassi.
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Iscrizione Gestione Separata: no se l’attività non è abituale
Una professionista è stata iscritta d'ufficio alla Gestione Separata dall'ente previdenziale per non aver versato i contributi soggettivi alla propria cassa di categoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando che l'obbligo di iscrizione Gestione Separata sorge solo in presenza di un'attività professionale svolta con carattere di abitualità, la cui prova deve essere fornita e valutata nel merito.
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