LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge n. 326 del 2003

Pagina 2 di 3

58 provvedimenti

Condono fiscale scommesse: la Cassazione chiarisce
Diverse società di scommesse hanno tentato di applicare un condono fiscale generale a imposte non versate relative agli anni 2000-2002. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il Condono fiscale scommesse non è ammissibile in quanto il regime dell'imposta unica sui giochi è un sistema normativo autonomo e specifico. Di conseguenza, erano applicabili solo le procedure di definizione agevolata create ad hoc per il settore, come la rateizzazione del debito, escludendo le sanatorie generali.
Continua »
Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
Un lavoratore si è visto negare la rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto perché la richiesta era stata presentata oltre il termine di prescrizione decennale, calcolato dalla data di pensionamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che il termine per la prescrizione rivalutazione contributiva non decorre automaticamente dalla pensione, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza del proprio diritto, ovvero dell'avvenuta esposizione nociva. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
Continua »
Termine breve ricorso: l’appello tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale contro un avvocato. La decisione si fonda sul mancato rispetto del termine breve ricorso di 60 giorni, decorrente dalla notifica della sentenza d'appello. La questione di merito, relativa all'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per redditi inferiori a una certa soglia, non è stata esaminata a causa di questo vizio procedurale.
Continua »
Gestione Separata e professionisti: quando l’obbligo?
Un professionista con un reddito annuo molto basso è stato citato in giudizio dall'ente previdenziale per la mancata iscrizione alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'ente, stabilendo che non era stata fornita la prova dell'esercizio abituale della professione, requisito indispensabile per l'obbligo contributivo. Il reddito esiguo è stato considerato un forte indizio a sfavore della presunta abitualità dell'attività lavorativa.
Continua »
Istanza di trattazione tardiva: processo estinto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21000/2024, ha stabilito che la presentazione tardiva dell'istanza di trattazione, a seguito di un diniego di definizione agevolata, comporta l'estinzione del processo tributario. Nel caso esaminato, un contribuente, ritenuto amministratore di fatto di una società, aveva impugnato un atto di irrogazione sanzioni. Dopo il diniego della sanatoria, non ha presentato la richiesta di prosecuzione del giudizio entro il termine perentorio, determinando così la fine del procedimento, a prescindere dal merito della questione.
Continua »
Estinzione del processo: istanza tardiva e sanzioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a carico di un'amministratrice di fatto per sanzioni tributarie. La decisione si fonda sulla presentazione tardiva dell'istanza di trattazione, obbligatoria dopo il diniego di una definizione agevolata. La tardività ha reso irrilevante l'analisi nel merito della responsabilità, evidenziando l'importanza cruciale del rispetto dei termini procedurali.
Continua »
Concorso illecito tributario: responsabilità del terzo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20697/2024, ha stabilito che un professionista esterno (nella specie, un notaio) è sanzionabile per concorso illecito tributario anche quando la violazione è riferibile a una società con personalità giuridica. La Corte ha chiarito che l'art. 7 del D.L. 269/2003, che prevede la responsabilità esclusiva dell'ente, non esclude l'applicabilità dell'art. 9 del D.Lgs. 472/1997 ai terzi concorrenti, superando un precedente orientamento giurisprudenziale.
Continua »
Responsabilità amministratore di fatto: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18341/2024, ha stabilito che la responsabilità dell'amministratore di fatto per le sanzioni fiscali è personale quando la società è una mera 'cartiera', creata al solo scopo di commettere illeciti. In questi casi, non si applica il principio generale che attribuisce la responsabilità esclusivamente all'ente. La Corte ha rigettato i ricorsi degli amministratori di fatto di una società coinvolta in una frode carosello, confermando che lo schermo societario non può essere usato per eludere le conseguenze sanzionatorie personali.
Continua »
Gestione Separata INPS: Obbligo per Avvocati
La Corte di Cassazione ha stabilito che un avvocato è tenuto a iscriversi alla Gestione Separata INPS se esercita la professione in modo abituale, anche se il reddito prodotto è inferiore a 5.000 euro annui. La Corte ha chiarito che tale soglia di reddito è rilevante solo per il lavoro autonomo occasionale e non per l'attività professionale abituale. Inoltre, è stato precisato che il termine di prescrizione per i contributi decorre dalla scadenza del versamento, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente ritenuto il credito prescritto e l'obbligo di iscrizione insussistente.
Continua »
Gestione Separata: obblighi per avvocati e sanzioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che un avvocato iscritto all'albo è tenuto all'iscrizione alla Gestione Separata previdenziale, anche con redditi inferiori a 5.000 euro, poiché l'iscrizione all'albo presume l'abitualità dell'esercizio professionale. Tuttavia, la Corte ha annullato le sanzioni per la mancata iscrizione relativa a periodi antecedenti a un chiarimento normativo, in virtù di una sentenza della Corte Costituzionale che ha tutelato il legittimo affidamento del professionista.
Continua »
Prescrizione contributi: vittoria del professionista
La Corte di Cassazione conferma la non debenza dei versamenti all'Ente Previdenziale da parte di un'avvocata, dichiarando la prescrizione dei contributi della Gestione Separata. La richiesta di pagamento dell'Ente, inviata oltre cinque anni dopo la scadenza, è stata ritenuta tardiva, assorbendo le altre questioni sulla legittimità dell'iscrizione d'ufficio per redditi bassi.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata: no se l’attività non è abituale
Una professionista è stata iscritta d'ufficio alla Gestione Separata dall'ente previdenziale per non aver versato i contributi soggettivi alla propria cassa di categoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando che l'obbligo di iscrizione Gestione Separata sorge solo in presenza di un'attività professionale svolta con carattere di abitualità, la cui prova deve essere fornita e valutata nel merito.
Continua »
Condono edilizio: no a nuove opere in aree vincolate
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro un ordine di demolizione. La sentenza ribadisce che il condono edilizio non si applica alle "nuove opere" realizzate in aree soggette a vincolo paesaggistico, ambientale e idrogeologico. La sanatoria è possibile solo per interventi minori, indipendentemente dal fatto che il vincolo sia di natura assoluta o relativa.
Continua »
Revisione processo penale: il caso dell’abuso edilizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la revisione di una condanna definitiva per gravi abusi edilizi. La richiesta si basava su presunte nuove prove, ma è stata respinta. Il motivo centrale della decisione risiede nel fatto che i ricorrenti avevano proseguito i lavori abusivi anche dopo la presentazione della domanda di condono, realizzando un'opera completamente diversa da quella che, in ipotesi, avrebbe potuto essere sanata. Tale circostanza ha reso la domanda di revisione del processo penale intrinsecamente inammissibile, in quanto non è possibile sanare parzialmente un illecito unitario e indivisibile.
Continua »
Amministratore di fatto: la responsabilità tributaria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 9407/2024, ha stabilito che l'amministratore di fatto di una società utilizzata come "schermo" per una frode fiscale risponde personalmente sia dei debiti tributari che delle relative sanzioni. Il caso riguardava due individui che, pur non avendo cariche formali, gestivano una società nel settore edile per realizzare illeciti fiscali. La Corte ha rigettato il loro ricorso, confermando che lo scudo della personalità giuridica non opera quando l'ente è un mero strumento per il vantaggio personale dell'amministratore.
Continua »
Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7373/2024, ha confermato la prescrittibilità del diritto alla rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. Il termine decennale di prescrizione decorre dal momento in cui il lavoratore acquisisce consapevolezza dell'esposizione, momento che la Corte ha identificato con la presentazione della domanda di certificazione all'INAIL. Una successiva domanda all'INPS, presentata oltre dieci anni dopo tale data, è stata quindi ritenuta tardiva.
Continua »
Interesse ad impugnare: appello a demolizione nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Il motivo centrale è la mancanza di interesse ad impugnare, poiché il ricorrente aveva donato l'immobile al figlio molti anni prima dell'ingiunzione. La Corte stabilisce che per contestare un provvedimento è necessario avere un interesse concreto e attuale, che in questo caso non sussiste, dato che il ricorrente non è più proprietario del bene.
Continua »
Responsabilità esercente sala giochi: la Cassazione decide
Una contribuente, identificata come operatrice di una sala giochi, è stata ritenuta solidalmente responsabile per il PREU non versato su un apparecchio irregolare. Nonostante avesse eccepito di essere solo la nuda proprietaria dell'immobile, la Cassazione ha respinto il suo ricorso. La Corte ha stabilito che la valutazione fattuale del suo ruolo di gestore di fatto ('esercente') è determinante per fondare la responsabilità esercente sala giochi, a prescindere dai titoli formali.
Continua »
Condono edilizio: la Cassazione sul limite di 750 mc
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un ordine di demolizione. I ricorrenti avevano ottenuto due permessi in sanatoria tramite condono edilizio per un'unica proprietà, ma la Corte ha stabilito che il volume totale delle opere abusive superava il limite legale di 750 metri cubi. La sentenza sottolinea che tutte le parti dell'unità immobiliare devono essere considerate congiuntamente nel calcolo del volume, rendendo di fatto illegittimi i condoni e confermando l'ordine di demolizione.
Continua »
Giudicato esterno: come annulla un debito previdenziale
Un professionista ha impugnato in Cassazione un avviso di addebito per contributi previdenziali. Durante il processo, un'altra sentenza definitiva (giudicato esterno) ha dichiarato prescritto lo stesso credito. La Suprema Corte, riconoscendo l'efficacia vincolante di questo nuovo giudicato, ha accolto il ricorso, annullando la pretesa dell'ente previdenziale e confermando l'estinzione del debito.
Continua »