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Legge n. 3 del 2012

5 provvedimenti

Cessione dei crediti in blocco: valida anche senza notifica
Il caso riguarda un debitore che ha proposto un accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento. Una banca, agendo per conto di una società veicolo, ha espresso voto contrario all'accordo in quanto titolare del credito a seguito di una cessione dei crediti in blocco. Il debitore contestava la validità del voto, sostenendo che la cessione non gli fosse stata notificata individualmente e fosse inopponibile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del debitore, confermando che per la cessione dei crediti in blocco ex art. 58 TUB la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è sufficiente a rendere efficace il trasferimento senza necessità di notifica individuale. Di conseguenza, il voto negativo espresso dal cessionario è pienamente valido, impedendo l'omologazione dell'accordo per mancato raggiungimento della maggioranza richiesta.
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Beni omessi, liquidazione patrimonio inammissibile: vince il creditore
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in tema di crisi da sovraindebitamento. Una coppia di debitori aveva omesso di dichiarare alcuni beni, tra cui quote di una società e l'arredamento di valore della loro villa. Un creditore ha contestato la domanda. La Corte ha confermato l'inammissibilità della liquidazione del patrimonio, chiarendo che la documentazione presentata deve essere assolutamente completa e trasparente. L'omissione di qualsiasi bene, anche se di valore nullo, impedisce la corretta valutazione della situazione economica e rende la domanda invalida fin dall'inizio. La vittoria va quindi al creditore che aveva sollevato la questione.
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Sospensione esecuzione: no automatismo con sovraindebito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che l'avvio di una procedura di sovraindebitamento non comporta la sospensione esecuzione automatica delle azioni esecutive individuali. Un debitore, che aveva ricevuto un precetto per oneri condominiali, si era opposto chiedendo la sospensione in virtù della pendenza della procedura di composizione della crisi. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che solo il giudice delegato alla procedura di sovraindebitamento può disporre il divieto di iniziare o proseguire le esecuzioni, e non il giudice dell'esecuzione di sua iniziativa. La semplice presentazione della domanda di sovraindebitamento non ha, quindi, alcun effetto sospensivo.
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Sospensione termini fiscali: vittoria per vittime usura
Una contribuente, vittima di estorsione per oltre vent'anni, ha impugnato un'intimazione di pagamento per tributi del 2002. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sospensione termini fiscali prevista dalla legge antiusura rende il debito temporaneamente inesigibile e, di conseguenza, illegittimo l'atto di riscossione emesso durante tale periodo, anche se prima dell'esecuzione forzata. La sentenza della commissione tributaria regionale è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Decreto ingiuntivo liquidazione patrimonio: la guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che un decreto ingiuntivo, per essere valido ai fini dell'ammissione al passivo in una procedura di liquidazione del patrimonio, deve essere munito di esecutorietà prima dell'apertura della procedura stessa. In questo caso, una società creditrice si è vista respingere il ricorso con cui contestava la sua esclusione dallo stato passivo. La Corte ha chiarito che i principi rigorosi validi in ambito fallimentare si applicano anche alle procedure di sovraindebitamento, confermando il principio della cristallizzazione della situazione debitoria alla data di avvio della liquidazione.
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