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Legge n. 289 del 2002

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28 provvedimenti

Borsa di studio specializzandi: no agli adeguamenti
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un gruppo di medici che richiedevano l'adeguamento della loro borsa di studio specializzandi per il periodo 1992-2006. La Corte ha stabilito che lo Stato italiano aveva già recepito correttamente le direttive UE con il D.Lgs. 257/1991 e che il successivo blocco degli adeguamenti, disposto da varie leggi finanziarie, era pienamente legittimo. È stato inoltre ribadito che il rapporto degli specializzandi non è di lavoro subordinato, escludendo così l'applicazione del principio di equa retribuzione previsto dalla Costituzione.
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Remunerazione medici specializzandi: no aumenti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni medici specialisti che chiedevano una maggiore remunerazione per i corsi frequentati tra il 1995 e il 2005. La Corte ha stabilito che la borsa di studio prevista dalla legge all'epoca era adeguata e che il congelamento degli adeguamenti inflazionistici e triennali era legittimo. La successiva normativa più favorevole non può essere applicata retroattivamente. La decisione si allinea a una giurisprudenza consolidata in materia di remunerazione medici specializzandi.
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Omessa dichiarazione IVA: quando decade il regime agevolato
Il legale rappresentante di un'associazione sportiva dilettantistica è stato condannato per il reato di omessa dichiarazione IVA. I giudici hanno accertato che l'ente non rispettava i requisiti per il regime fiscale agevolato, svolgendo di fatto attività commerciale e distribuendo indirettamente utili ai soci. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato, ma ha annullato la sentenza riguardo al diniego delle attenuanti generiche, ordinando una nuova valutazione che tenga conto del parziale pagamento del debito fiscale effettuato dall'imputato.
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Difesa Agenzia Entrate: quando serve l’Avvocatura
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione a causa di un vizio di procedura. La difesa Agenzia Entrate, nei giudizi di legittimità, deve essere affidata all'Avvocatura dello Stato, salvo eccezioni specifiche. La scelta di un avvocato privato, in assenza dei presupposti di legge, ha reso invalida la procura e, di conseguenza, l'intero ricorso, senza che la Corte potesse esaminare il merito della questione.
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Borse medici specializzandi: no adeguamento pre-2006
Un gruppo di medici specializzati tra il 1996 e il 2008 ha richiesto un risarcimento, sostenendo che le loro borse di studio fossero inadeguate e non indicizzate secondo le direttive UE. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il "congelamento" legislativo degli importi delle borse medici specializzandi, attuato per esigenze di finanza pubblica, era legittimo e non violava il diritto comunitario, il quale lasciava agli Stati membri la discrezionalità nel definire una remunerazione "adeguata".
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione nega
Un gruppo di medici specializzandi ha richiesto l'applicazione retroattiva di una normativa più favorevole sulla remunerazione e l'adeguamento dei compensi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la legislazione precedente (D.Lgs. 257/1991) aveva già adempiuto agli obblighi UE sulla remunerazione medici specializzandi e che le successive modifiche non potevano avere effetto retroattivo.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione nega
Un gruppo di medici ha richiesto un adeguamento della remunerazione per gli anni di specializzazione antecedenti all'anno accademico 2006-2007, sostenendo una tardiva attuazione delle direttive UE. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la normativa precedente (D.Lgs. 257/1991) garantiva già una remunerazione medici specializzandi adeguata. La Corte ha stabilito che la legge successiva, più favorevole, non può essere applicata retroattivamente e che il blocco della rivalutazione monetaria delle borse di studio era legittimo.
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Sanzione condono fiscale: quando si applica?
Una società, dopo aver aderito a un condono fiscale, non paga le somme dovute. L'Agenzia delle Entrate applica una sanzione. La Cassazione stabilisce che la sanzione condono fiscale è legittima anche se l'ente di riscossione non ha inviato un sollecito di pagamento entro la scadenza prevista. Le due obbligazioni, quella del contribuente di pagare e quella dell'ente di agire, sono autonome.
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