La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5778/2024, ha stabilito che un'azienda, qualificata come esportatore abituale, ha diritto al rimborso dell'IVA versata a seguito di un accertamento per superamento del plafond (splafonamento). Una volta che l'imposta, le sanzioni e gli interessi sono stati pagati, negare il recupero dell'IVA costituirebbe una sanzione impropria e violerebbe il principio fondamentale di neutralità dell'imposta, che mira a tassare solo il consumo finale e non le imprese. La Corte ha chiarito che il pagamento sana l'irregolarità e ripristina il diritto del contribuente a detrarre o chiedere a rimborso l'IVA.
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