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Legge n. 266 del 1991

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Lavoro subordinato mascherato: tutele e nullità
La Corte di Cassazione conferma la decisione d'Appello che aveva riqualificato un rapporto di volontariato in lavoro subordinato mascherato. Il caso riguarda un'infermiera, formalmente volontaria per un'associazione, che di fatto lavorava per un'azienda sanitaria pubblica. La Corte ha stabilito che, nonostante la nullità del contratto per violazione di norme imperative, il lavoratore ha diritto alla retribuzione per il periodo di lavoro prestato, ai sensi dell'art. 2126 c.c. La responsabilità economica ricade esclusivamente sull'ente pubblico che ha beneficiato della prestazione, e non sull'associazione intermediaria.
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Agevolazioni fiscali ONLUS: la sostanza vince
La Cassazione ha stabilito che per beneficiare delle agevolazioni fiscali ONLUS non è sufficiente la mera iscrizione all'anagrafe. È necessario un controllo sulla "realtà fattuale" dell'attività, che deve rispettare i requisiti sostanziali di non lucratività previsti dalla legge. La perdita dei benefici fiscali è collegata alla perdita dei requisiti sostanziali, indipendentemente dalla cancellazione formale dal registro.
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Agevolazioni fiscali ONLUS: la forma non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2464/2026, ha stabilito un principio fondamentale per le agevolazioni fiscali ONLUS. L'iscrizione formale in un registro non è sufficiente per godere dei benefici se l'ente non rispetta i requisiti sostanziali previsti dalla legge, come il divieto di distribuzione di utili. L'Amministrazione Finanziaria ha il potere di disconoscere le agevolazioni verificando la "realtà fattuale" dell'attività svolta, anche in assenza di una cancellazione formale dal registro. La perdita dei benefici decorre dal momento in cui vengono meno le condizioni sostanziali.
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Requisiti ONLUS: la Cassazione conferma l’accertamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24070/2024, ha confermato un avviso di accertamento fiscale contro un'associazione che non rispettava i requisiti ONLUS. La Corte ha ritenuto legittima la revoca dei benefici fiscali a causa di gravi carenze gestionali, come la mancanza di democraticità interna, l'irregolare funzionamento degli organi direttivi e la scarsa trasparenza contabile, validando la decisione dell'Agenzia delle Entrate.
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Associazione sportiva dilettantistica: i requisiti
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dell'Agenzia delle Entrate di negare il regime fiscale agevolato a un'associazione sportiva dilettantistica. La Corte ha stabilito che l'associazione non era riuscita a dimostrare la sua effettiva natura non commerciale, apparendo di fatto come un'impresa individuale del suo legale rappresentante. L'onere della prova per accedere ai benefici fiscali spetta al contribuente, e la mera conformità formale dello statuto non è sufficiente se mancano prove concrete della gestione associativa e non lucrativa.
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Associazione sportiva: onere prova per agevolazioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di una associazione sportiva dilettantistica, confermando l'avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate. L'amministrazione finanziaria aveva disconosciuto il regime fiscale agevolato, ritenendo che l'associazione mascherasse un'attività d'impresa individuale del suo legale rappresentante. La Corte ha ribadito che l'onere di provare la sussistenza dei requisiti sostanziali, e non solo formali, per beneficiare delle agevolazioni spetta al contribuente. La mancata esibizione di documentazione essenziale e la gestione personalistica dell'ente sono stati elementi decisivi per qualificare l'attività come commerciale.
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