La Corte di Cassazione conferma la condanna per coltivazione di cannabis, anche se con un principio attivo (THC) dello 0,54%, quindi entro la soglia di tolleranza della legge sulla canapa industriale (L. 242/2016). La Corte ha stabilito che tale legge non si applica se la coltivazione non persegue le finalità industriali previste dalla norma, ma è destinata, come nel caso di specie, al mercato illecito. La dimensione della piantagione (29 piante alte fino a 3 metri) e le modalità di coltivazione sono state ritenute incompatibili con un uso personale o industriale lecito.
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