La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale contro il rigetto della revoca dell'indulto concesso a un condannato. Il soggetto, originariamente beneficiario dello sconto di pena per favoreggiamento, aveva commesso un nuovo reato associativo legato agli stupefacenti tra il 2004 e il 2007, venendo condannato a una pena superiore a due anni. La Corte d'Appello aveva erroneamente negato la revoca ritenendo i fatti antecedenti al limite temporale di legge. La Cassazione ha chiarito che il reato continuato si è protratto oltre l'entrata in vigore della legge sull'indulto, rientrando perfettamente nei cinque anni previsti per la decadenza dal beneficio. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la decisione precedente, disponendo un nuovo giudizio.
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