La Corte di Cassazione ha stabilito che la norma sul raddoppio dei termini fiscali per l'accertamento di violazioni relative al monitoraggio fiscale ha natura procedurale e, pertanto, si applica retroattivamente anche ai periodi d'imposta precedenti alla sua entrata in vigore. La vicenda riguarda un contribuente sanzionato per l'omessa dichiarazione di capitali detenuti in Svizzera, emersa da una nota lista di dati bancari. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato le sanzioni per decorrenza dei termini, affermando che le norme che estendono i tempi per l'accertamento, a differenza di quelle che introducono presunzioni legali, seguono il principio del 'tempus regit actum' e non hanno carattere sostanziale.
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