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Legge n. 2248 del 1865, all. E

0 provvedimenti

Dismissione immobili pubblici: l’ente perde e restituisce i soldi
L'Acquirente ha acquistato un immobile pubblico nell'ambito di una procedura di dismissione di immobili pubblici. L'Ente Previdenziale ha calcolato il prezzo applicando un coefficiente di abbattimento errato, basandosi su un decreto ministeriale in contrasto con la legge primaria. L'Acquirente ha quindi chiesto la rideterminazione del prezzo e la restituzione della somma pagata in eccedenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Previdenziale, confermando la disapplicazione del decreto ministeriale illegittimo e la sostituzione automatica della clausola sul prezzo ai sensi dell'art. 1339 c.c. Di conseguenza, l'Ente deve restituire all'Acquirente la somma di euro 5.995,99 oltre agli interessi.
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Assegno di sede: docenti e diplomatici a confronto nel cambio valuta
Un gruppo di docenti in servizio in Svizzera ha richiesto l'adeguamento dell'assegno di sede a seguito della forte svalutazione dell'euro rispetto al franco svizzero. I ricorrenti lamentavano una disparità di trattamento rispetto al personale diplomatico, che aveva ottenuto la revisione degli importi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'assegno di sede ha natura indennitaria e non retributiva. La determinazione dei coefficienti di adeguamento rientra nella discrezionalità dell'Amministrazione e non configura un diritto soggettivo all'aumento automatico, data la differenza strutturale tra le funzioni dei docenti e quelle dei diplomatici.
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Principio di non contestazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche relativa al diniego di autorizzazione per una centrale idroelettrica. Il Tribunale aveva erroneamente applicato il principio di non contestazione, ignorando le specifiche obiezioni tecniche sollevate da enti pubblici come il gestore del servizio idrico e la Provincia. La Cassazione ha stabilito che, data l'esistenza di contestazioni, i fatti erano controversi e necessitavano di un'adeguata istruttoria probatoria, cassando la sentenza per difetto di motivazione e rinviando per un nuovo esame.
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Giurisdizione distanze legali: decide il giudice ordinario
Una proprietaria terriera ha citato in giudizio una società energetica per la violazione delle distanze legali nella costruzione di un impianto eolico. Dopo che sia il Tribunale ordinario che il TAR si sono dichiarati incompetenti, la Corte di Cassazione ha risolto il conflitto. Ha stabilito che la competenza spetta al giudice ordinario, poiché la causa riguarda la violazione di un diritto soggettivo (proprietà) e non la legittimità dell'atto amministrativo di autorizzazione. La questione centrale è la corretta applicazione delle norme sulla giurisdizione per le distanze legali.
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Difetto di giurisdizione: risarcimento e P.A.
Una struttura sanitaria ha citato in giudizio una Regione per ottenere il risarcimento dei danni dovuti al grave ritardo nel rilascio di un accreditamento. I giudici di merito hanno dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, ritenendo la controversia di competenza del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha ritenuto che il caso sollevi una questione di giurisdizione di fondamentale importanza e non ancora risolta, decidendo di rimettere gli atti alle Sezioni Unite per una pronuncia definitiva.
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