Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento per oltre 2 milioni di euro, contestando la validità della notifica atti fiscali sottostanti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando principi cruciali: l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può legittimamente farsi rappresentare da avvocati privati; la prescrizione per i crediti tributari è decennale, non quinquennale; le contestazioni sulla conformità dei documenti notificati devono essere specifiche e non generiche.
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