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Legge n. 208 del 2015, art. 1, commi 130-132

5 provvedimenti

Raddoppio dei termini: Cassazione esclude l’IRAP
Un contribuente, socio di una società, ha impugnato un avviso di accertamento per IRPEF basato su una rettifica del reddito societario per costi indeducibili legati a un'interposizione fittizia di manodopera. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'accertamento per quanto riguarda l'IRPEF, ma ha annullato la ripresa relativa all'IRAP. La decisione chiave si fonda sul principio che il raddoppio dei termini di accertamento, previsto in presenza di indizi di reato, non è applicabile all'IRAP, poiché le violazioni relative a tale imposta non sono presidiate da sanzioni penali.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13936/2024, ha chiarito le condizioni per il raddoppio dei termini di accertamento fiscale in caso di reati tributari. La Corte ha stabilito che, secondo il regime transitorio applicabile al caso, non è sufficiente la mera sussistenza dell'obbligo di denuncia penale. È necessario che l'Amministrazione Finanziaria fornisca la prova di aver effettivamente trasmesso la notizia di reato all'autorità giudiziaria entro i termini ordinari di accertamento. Poiché il giudice di merito non aveva verificato questa prova, la sentenza è stata cassata con rinvio.
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Raddoppio termini per reati fiscali: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29304/2025, ha chiarito le condizioni di applicabilità del raddoppio dei termini di accertamento in presenza di reati fiscali. In un caso di fatture per operazioni inesistenti, la Corte ha stabilito che il raddoppio dei termini si applica a IRES e IVA anche se la denuncia penale è tardiva o archiviata, poiché è sufficiente la presenza di seri indizi di reato. Ha tuttavia escluso l'applicazione di tale principio all'IRAP, in quanto le violazioni relative a questa imposta non sono penalmente sanzionate. La Corte ha inoltre respinto la tesi della doppia imposizione sollevata dal contribuente.
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Raddoppio dei termini: Cassazione chiarisce i limiti
Una società si è vista negare la deducibilità di costi per fatture ritenute false. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35096/2024, ha respinto i motivi relativi all'onere della prova e al contraddittorio preventivo, ma ha accolto quello sul raddoppio dei termini di accertamento. I Giudici hanno chiarito che l'estensione dei termini, legata a reati tributari, non si applica all'IRAP, le cui violazioni non sono penalmente rilevanti. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Un contribuente, sanzionato per false fatturazioni, aveva ottenuto l'annullamento dell'atto in secondo grado. La Corte di giustizia tributaria riteneva illegittimo il raddoppio dei termini di accertamento perché la denuncia penale era successiva alla scadenza ordinaria. La Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che per gli atti notificati prima del 2016, il raddoppio termini accertamento è valido se esistono gravi indizi di reato, a prescindere da quando la denuncia viene formalizzata. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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