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legge n. 2 del 2009

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30 provvedimenti

Credito d’imposta: quando l’Agenzia può disconoscerlo
Un contribuente si è visto negare un credito d'imposta riportato nella dichiarazione del 2008, poiché derivante da quella del 2007, mai presentata. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in questi casi, l'Agenzia delle Entrate può legittimamente procedere tramite controllo automatizzato (ex art. 36-bis) senza emettere un formale atto di accertamento, poiché l'incongruenza emerge dai dati forniti dallo stesso contribuente. La Corte ha cassato la decisione precedente, rinviando il caso per una nuova valutazione sul merito del credito.
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Credito di imposta ricerca: i requisiti del partner
La Corte di Cassazione ha chiarito le condizioni per ottenere l'aliquota maggiorata del credito di imposta ricerca. La sentenza analizza la natura giuridica dell'ente di ricerca partner, che deve rispettare i rigidi criteri europei sugli aiuti di Stato. La Corte ha inoltre confermato la validità della motivazione "per relationem" dell'atto di recupero, specificando che il "nulla osta" ha solo valore di copertura finanziaria e non sostanziale.
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Notifica PEC: valida anche da indirizzo non in INI-PEC
La Corte di Cassazione ha stabilito che una notifica PEC inviata dall'Agente della Riscossione è valida anche se l'indirizzo del mittente non è inserito nel registro pubblico INI-PEC. L'elemento cruciale è che l'indirizzo del destinatario sia corretto e che l'identità del mittente sia inequivocabile, garantendo così il pieno diritto di difesa del contribuente.
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Principio di cassa: onere della prova sul professionista
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32035/2024, ha riaffermato un principio fondamentale per i lavoratori autonomi: l'onere della prova riguardo la data di incasso dei compensi spetta al contribuente. Il caso riguardava un professionista a cui l'Agenzia delle Entrate contestava la mancata dichiarazione di redditi per fatture emesse nel 2012. La Corte ha stabilito che, in base al principio di cassa, spetta al professionista dimostrare che l'incasso è avvenuto in un anno successivo. La sentenza ha anche chiarito che per l'applicazione del regime di IVA ad esigibilità differita è necessario rispettare rigidi requisiti formali sulla fattura, in assenza dei quali si applica il regime ordinario.
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Detrazione interessi mutuo: quando si dimezza?
Un contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione che dimezzava la sua detrazione per interessi passivi, poiché il mutuo era cointestato con la coniuge, sebbene egli fosse l'unico proprietario dell'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della detrazione interessi mutuo, conta la formale cointestazione del contratto di finanziamento, che impone una ripartizione pro-quota del beneficio fiscale. La Corte ha però accolto il ricorso limitatamente all'eccessiva liquidazione delle spese legali, rinviando la causa per una nuova determinazione.
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Agevolazioni fiscali terremoto: termini perentori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7970/2025, ha stabilito che i termini per accedere alle agevolazioni fiscali terremoto sono perentori. Nel caso esaminato, un contribuente si era visto annullare una cartella di pagamento in quanto residente in un'area sismica. La Suprema Corte ha riformato la decisione, chiarendo che il beneficio non poteva essere concesso poiché la notifica era avvenuta oltre il termine di sospensione e la scadenza per la richiesta. È stato inoltre confermato che le sanzioni, se divenute definitive, si trasmettono agli eredi.
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Tasso usura e CMS: la Cassazione chiarisce il calcolo
La Cassazione rigetta il ricorso di una società contro una banca, chiarendo che una Commissione di Massimo Scoperto (CMS) già dichiarata nulla non può essere inclusa nel calcolo del tasso usura. Sancisce inoltre che la mancata contestazione specifica di un credito in una domanda riconvenzionale ne determina l'accertamento.
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Motivazione avviso accertamento: i chiarimenti Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento milionario. La Corte ha stabilito che la motivazione avviso accertamento è valida anche se rinvia ad altri atti (motivazione per relationem), a condizione che sia già di per sé esauriente o che riporti il contenuto essenziale degli atti richiamati. Inoltre, ha confermato la piena competenza delle Direzioni Regionali dell'Agenzia delle Entrate a svolgere attività ispettive, in virtù del potere di auto-organizzazione dell'ente.
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Credito d’imposta: nuove regole retroattive?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un credito d'imposta per ricerca e sviluppo, sebbene maturato in base a una legge, può essere subordinato a nuovi adempimenti da una norma successiva. La Corte ha ritenuto legittima l'introduzione retroattiva di un obbligo di presentare un apposito formulario per prenotare l'accesso al beneficio, giustificando la modifica con l'esigenza di monitorare e garantire la copertura finanziaria dello Stato. Di conseguenza, l'omessa presentazione del formulario ha causato la decadenza dal diritto per l'impresa.
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Notifica PEC non ufficiale: quando è valida?
La Corte di Cassazione stabilisce che una notifica PEC non ufficiale, proveniente cioè da un indirizzo non inserito nei pubblici elenchi, è da considerarsi valida se raggiunge il suo scopo e non pregiudica il diritto di difesa del destinatario. Il caso riguardava un'azienda che aveva impugnato un avviso di pagamento, sostenendo l'invalidità della notifica preliminare. La Corte ha accolto il ricorso dell'Ente Fiscale, affermando che la mera irregolarità formale dell'indirizzo del mittente non è sufficiente a rendere nullo l'atto, se il contribuente è stato in grado di comprendere la comunicazione e difendersi adeguatamente.
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