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Legge n. 197 del 2022, art. 1

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Estinzione del processo per adesione a sanatoria
Un professionista, in lite con il proprio ente previdenziale per contributi non versati, ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, ha aderito alla sanatoria fiscale nota come "rottamazione-quater", saldando il debito e presentando istanza di rinuncia. L'ente previdenziale ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi sulle spese e senza applicare sanzioni processuali.
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Definizione agevolata: effetti sul coobbligato
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un ricorso in materia fiscale. Il caso riguarda un avviso di accertamento per operazioni inesistenti notificato a una società e ai suoi amministratori di fatto. Durante il giudizio, è emerso che uno dei coobbligati ha aderito a una definizione agevolata della lite. La Corte ha ritenuto necessario acquisire chiarimenti dall'Agenzia delle Entrate sulla regolarità e l'esito di tale definizione, per valutarne l'effetto estintivo del debito anche nei confronti del ricorrente, in virtù del principio di responsabilità solidale.
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Definizione agevolata: sospensione del processo
L'Agenzia Fiscale ricorre in Cassazione contro un contribuente, ritenuto amministratore di fatto di una società. Il processo viene sospeso con ordinanza interlocutoria a seguito della richiesta del contribuente di accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte ha richiesto chiarimenti alle parti sulla regolarità e sugli effetti di tale domanda e di una precedente istanza presentata dal coobbligato.
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Definizione agevolata: è una facoltà degli Enti locali
Un contribuente ha contestato il diniego di una definizione agevolata da parte di un Comune per una lite sull'ICI relativa alla classificazione rurale di alcune serre. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'adesione alla definizione agevolata è una facoltà discrezionale per gli enti locali, non un obbligo. Ha inoltre chiarito che la riclassificazione catastale ottenuta dal contribuente non era retroattiva all'anno d'imposta in questione (2008), poiché la specifica procedura utilizzata non conferiva la retroattività quinquennale. Il ricorso del contribuente è stato quindi respinto.
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Fatture soggettivamente inesistenti e onere prova
Una società ha ricevuto un avviso di accertamento per l'utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, ha chiarito che in tali circostanze spetta al contribuente dimostrare la propria buona fede e la massima diligenza per poter detrarre l'IVA e dedurre i costi. L'applicazione del meccanismo del 'reverse charge' non è, da sola, sufficiente a legittimare le deduzioni in presenza di una frode fiscale.
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