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Legge n. 153 del 1969, Art. 12

5 provvedimenti

Minimale contributivo: accordi privati contro regole INPS
L'Azienda ha contestato un verbale ispettivo dell'Ente Previdenziale riguardante il calcolo dei contributi previdenziali e la tassazione delle indennità di trasferta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, confermando che l'obbligo contributivo non può scendere sotto il minimale contributivo stabilito dai contratti collettivi nazionali, anche in caso di accordi privati di riduzione dell'orario o sospensione del lavoro non previsti dalla legge o dal contratto collettivo. Inoltre, la Corte ha stabilito che spetta interamente al datore di lavoro dimostrare che le somme erogate ai dipendenti costituiscano effettivi rimborsi per trasferte e non normale retribuzione imponibile. Di conseguenza, l'Azienda perde la causa ed è condannata a pagare le spese processuali.
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Contributi su indennità di preavviso: dovuti anche se rinunciata
La Corte di Cassazione ha stabilito che i contributi su indennità di preavviso sono sempre dovuti, anche se i lavoratori vi rinunciano tramite un accordo transattivo con l'azienda. Il caso riguardava un'impresa che, in una procedura di mobilità, aveva concordato con i dipendenti la cessazione del rapporto di lavoro in cambio della loro rinuncia all'indennità. L'Ente Previdenziale ha comunque preteso il versamento dei contributi. La Corte ha dato ragione all'Ente, affermando che l'obbligo contributivo è autonomo rispetto all'effettivo pagamento della somma al lavoratore. Tale obbligo nasce dalla legge e non può essere annullato da un accordo privato.
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Retribuzione Pensionabile: stipendio più alto non basta per l’aumento
Un lavoratore, forte di una precedente sentenza che aveva stabilito una retribuzione più alta ai fini dell'indennità di mobilità, ha chiesto il ricalcolo della sua pensione di anzianità. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta. I giudici hanno chiarito che la base di calcolo per l'indennità di mobilità non coincide automaticamente con la retribuzione pensionabile. L'aumento della prima non comporta un automatico aumento della seconda. Il lavoratore avrebbe dovuto dimostrare con precisione quali elementi retributivi rientrassero in entrambe le basi di calcolo, cosa che non ha fatto. Di conseguenza, l'Ente Previdenziale vince la causa.
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Minimale contributivo: obbligo anche senza stipendio?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di versare i contributi previdenziali, basati sul minimale contributivo, sussiste anche durante i periodi di sospensione del rapporto di lavoro concordati tra le parti e senza retribuzione. Il ricorso di un'azienda di trasporti è stato rigettato perché il rapporto contributivo è autonomo da quello retributivo, e le sospensioni non previste dalla legge o dal CCNL non giustificano il mancato versamento.
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Ricostituzione della pensione: basta una sola domanda
Un pensionato ha richiesto la ricostituzione della pensione per un errato calcolo dei contributi figurativi, che non includevano i premi di produzione percepiti. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda per la mancanza di una specifica istanza amministrativa preliminare. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la domanda di ricostituzione per motivi contributivi è sufficiente, poiché i contributi figurativi sono calcolati automaticamente dall'ente previdenziale e l'istanza mira proprio a correggere un suo errore.
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