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legge n. 145 del 2018, art. 1, commi 184 e 185

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Condono Fiscale IVA: estinzione del giudizio
Una contribuente, accusata di aver acquistato autovetture a un prezzo inferiore al valore di mercato e quindi chiamata a rispondere solidalmente per l'IVA evasa dal venditore, ha visto il suo contenzioso estinguersi in Cassazione. Durante il procedimento, la contribuente ha aderito con successo a una definizione agevolata (condono fiscale), saldando il debito. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento del condono, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese legali tra le parti.
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Rottamazione Ter: il ricorso diventa inammissibile
Un contribuente, dopo aver impugnato alcune intimazioni di pagamento fino in Cassazione, ha aderito alla "Rottamazione Ter", un condono fiscale. Tale adesione implicava la rinuncia al giudizio in corso. La Corte di Cassazione, rilevando la mancanza di corrispondenza tra i documenti della rottamazione e l'oggetto del giudizio, ha comunque dichiarato il ricorso inammissibile non per cessata materia del contendere, come richiesto dal ricorrente, ma per sopravvenuto difetto di interesse a proseguire la causa, derivante proprio dall'impegno alla rinuncia.
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Cessazione materia del contendere: debito estinto
Un contribuente si opponeva al diniego dell'Agenzia delle Entrate Riscossione di aderire al "saldo e stralcio". Durante il giudizio in Cassazione, il debito fiscale originario è stato estinto tramite una successiva definizione agevolata. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché è venuto meno l'interesse delle parti a proseguire la causa, avendo il nuovo condono risolto la questione alla radice.
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Estinzione giudizio tributario: basta aderire
Un contribuente, socio di una società di persone, si vede negare l'accesso al 'saldo e stralcio' per debiti societari. In pendenza del ricorso in Cassazione, aderisce alla nuova definizione agevolata (rottamazione-quater). La Corte dichiara l'estinzione giudizio tributario, affermando che è sufficiente la presentazione dell'istanza e la documentazione dei primi pagamenti, senza necessità di saldare l'intero importo per chiudere il contenzioso.
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Intimazione di pagamento: quando l’impugnazione è vana
Un contribuente ha impugnato una intimazione di pagamento per quasi 100.000 euro, sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica della cartella esattoriale presupposta. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, ritenendolo in parte inammissibile e in parte infondato. La decisione sottolinea che i vizi della cartella di pagamento devono essere contestati entro i termini di legge; in caso contrario, non possono essere fatti valere in seguito contro l'intimazione di pagamento. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione non era maturata.
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