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Legge n. 14 del 2012

5 provvedimenti

Esenzione ICI Immobili Rurali: Dichiarazione Tardiva Blocca il Diritto
Una cooperativa agricola si è vista negare l'esenzione ICI immobili rurali per l'anno 2010. Il Comune ha emesso un avviso di accertamento sostenendo che la richiesta di variazione catastale per il riconoscimento della ruralità era stata presentata in ritardo e in modo incompleto. Secondo i giudici di merito, questa tardività ha impedito di applicare retroattivamente il beneficio fiscale all'anno contestato. La Corte di Cassazione, chiamata a decidere in via definitiva, ha ritenuto opportuno sospendere la decisione. Il caso verrà trattato insieme ad altri ricorsi simili per garantire una visione d'insieme e una pronuncia coerente su una questione di grande rilevanza.
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Riscossione sanzioni: legittima la delega a privati?
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena legittimità dell'affidamento da parte di un Comune a una società privata per la riscossione sanzioni amministrative, come le multe stradali, anche nei confronti di residenti all'estero. Nel caso esaminato, un'automobilista aveva impugnato una richiesta di pagamento per una violazione del Codice della Strada, contestando la legittimazione della società di riscossione e l'interruzione della prescrizione. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la Pubblica Amministrazione può avvalersi di strumenti privatistici e che un atto di diffida inviato dalla società incaricata è idoneo a interrompere la prescrizione.
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Scorrimento graduatorie interne: illegittimo dopo il 2009
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9240/2025, ha stabilito che lo scorrimento di graduatorie interne, derivanti da selezioni riservate esclusivamente al personale di un ente, è illegittimo a seguito della riforma introdotta dal D.Lgs. 150/2009. Tale normativa ha imposto il principio dell'adeguato accesso dall'esterno alle pubbliche amministrazioni, rendendo di fatto illegale l'utilizzo di graduatorie puramente interne per coprire nuovi posti, anche se antecedenti alla riforma stessa. La Corte ha respinto il ricorso di alcuni dipendenti, chiarendo che né le delibere amministrative locali né le leggi di proroga delle graduatorie pubbliche possono derogare a questo principio fondamentale.
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Raddoppio termini accertamento: quando è legittimo?
Un imprenditore ha impugnato un avviso di accertamento per l'utilizzo di fatture false, contestando il raddoppio dei termini di accertamento. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo che il raddoppio dei termini di accertamento è legittimo in presenza di un obbligo di denuncia penale, ma non si applica all'IRAP, poiché le violazioni relative a tale imposta non sono presidiate da sanzioni penali. La Corte ha rigettato gli altri motivi, confermando la legittimità dell'accertamento per le altre imposte.
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Fatture inesistenti: onere della prova e indeducibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un imprenditore contro un avviso di accertamento per l'utilizzo di fatture inesistenti. La Corte ha ribadito che, una volta che l'Agenzia delle Entrate fornisce elementi presuntivi sulla natura fittizia delle operazioni (come la mancanza di struttura della società emittente), spetta al contribuente dimostrare l'effettiva esistenza delle stesse. È stato inoltre confermato il principio della totale indeducibilità dei costi relativi a operazioni oggettivamente inesistenti, distinguendole da quelle soggettivamente inesistenti, per le quali vigono regole diverse.
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