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Legge n. 132 del 2018

6 provvedimenti

Occupazione pubblica per 8 anni: giusta la determinazione della pena
Due persone, condannate per l'invasione di un edificio pubblico protrattasi per otto anni, hanno presentato ricorso in Cassazione. Contestavano la motivazione sulla determinazione della pena, ritenuta troppo generica. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio importante: quando la pena inflitta è di poco superiore al minimo previsto dalla legge, non serve una motivazione complessa. È sufficiente un richiamo generico all'adeguatezza della sanzione. Una motivazione rafforzata è necessaria solo per pene significativamente superiori al minimo. Gli imputati hanno perso e sono stati condannati a pagare le spese e una multa.
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Incandidabilità e infiltrazioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la misura dell'**Incandidabilità** per un ex amministratore locale, rigettando sia il ricorso del Ministero sia quello incidentale del soggetto coinvolto. La decisione si fonda sulla valutazione complessiva di legami parentali e professionali con clan criminali, uniti a condotte omissive nella gestione del consiglio comunale. La Corte ha inoltre ribadito che l'estensione della durata della misura a due turni elettorali, introdotta nel 2018, non può applicarsi retroattivamente a scioglimenti avvenuti nel 2013.
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Tenuità del fatto: reati prescritti e condotta abituale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) non è applicabile in caso di condotta abituale. La Corte precisa che, per valutare l'abitualità, si possono considerare anche reati della stessa indole precedentemente commessi, anche se ormai prescritti.
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Reato permanente: quale legge si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputate condannate per invasione di terreni. La Corte ha stabilito che in caso di reato permanente, se interviene una modifica legislativa peggiorativa, si applica la nuova legge più severa poiché la condotta illecita si protrae nel tempo fino alla sentenza di primo grado. Di conseguenza, il rigetto della richiesta di patteggiamento basata sulla normativa precedente e più favorevole è stato ritenuto legittimo.
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Estinzione giudizio tributario: basta aderire
Un contribuente, socio di una società di persone, si vede negare l'accesso al 'saldo e stralcio' per debiti societari. In pendenza del ricorso in Cassazione, aderisce alla nuova definizione agevolata (rottamazione-quater). La Corte dichiara l'estinzione giudizio tributario, affermando che è sufficiente la presentazione dell'istanza e la documentazione dei primi pagamenti, senza necessità di saldare l'intero importo per chiudere il contenzioso.
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Ricorso in Cassazione: motivi nuovi e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché basato su motivi nuovi, non sollevati nel precedente grado di appello. La sentenza ribadisce che il ricorso in cassazione non può essere utilizzato per introdurre censure non discusse in precedenza, confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali.
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