La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12210/2025, ha stabilito un principio fondamentale per il mondo della scuola. Il caso riguardava una docente che, in possesso di laurea e 24 CFU, richiedeva l'inserimento nelle fasce più alte delle graduatorie per le supplenze (GPS e graduatorie d'istituto), equiparando i suoi titoli a un'abilitazione all'insegnamento. Mentre la Corte d'Appello le aveva dato ragione, la Cassazione ha ribaltato la decisione. I giudici hanno chiarito che la laurea e i 24 CFU costituiscono unicamente un requisito per partecipare ai concorsi, ma non equivalgono al 'titolo di abilitazione', che si ottiene solo con il superamento di specifici percorsi o concorsi. Di conseguenza, il possesso dei soli 24 CFU e della laurea non è sufficiente per accedere alle fasce riservate ai docenti abilitati.
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