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legge n. 1231 del 1936, art. 28

6 provvedimenti

Rendita catastale immobili D: la stima senza sopralluogo
Una società ha impugnato l'aumento della rendita catastale per un immobile di categoria D (garage commerciale). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per la determinazione della rendita catastale immobili D, la stima diretta non impone un sopralluogo obbligatorio e che la motivazione che rinvia a dati catastali di immobili simili è legittima, in quanto facilmente accessibili dal contribuente.
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Rendita catastale parchi eolici: la Cassazione chiarisce
Una società energetica ha impugnato la rendita catastale attribuita al proprio parco eolico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per gli immobili a destinazione speciale (categoria D/1), come i parchi eolici, la valutazione deve avvenire tramite stima diretta, applicando il saggio di fruttuosità fisso del 2%, non modificabile discrezionalmente. L'Amministrazione Finanziaria può integrare le proprie difese in giudizio senza violare il divieto di nuove domande in appello, purché i fatti alla base dell'accertamento rimangano invariati.
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Rendita catastale aerogeneratori: la Cassazione fa il punto
Una società che gestisce aerogeneratori ha impugnato la determinazione della rendita catastale effettuata dall'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per gli immobili a destinazione speciale come i parchi eolici (categoria D/1), il saggio di redditività per il calcolo della rendita catastale aerogeneratori è fissato per legge al 2%. La Corte ha inoltre precisato che l'Agenzia può introdurre nuovi dati a supporto in giudizio, a condizione che non vengano modificati i fatti posti alla base dell'accertamento iniziale.
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Rendita catastale: i limiti all’aggiornamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18803/2024, ha stabilito che l'aggiornamento della rendita catastale ai sensi della Legge 208/2015 è consentito solo per escludere dal calcolo gli impianti produttivi (c.d. 'imbullonati'), e non per una ricalcolo generale. Il ricorso di una società che aveva proposto una drastica riduzione della rendita senza specificare gli elementi da scorporare è stato rigettato, confermando che l'onere della prova spetta al contribuente.
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Rendita catastale: limiti all’aggiornamento
Una società ha richiesto la riduzione della rendita catastale di un immobile a destinazione speciale, basandosi sulla L. 208/2015. L'Agenzia delle Entrate ha respinto la richiesta, emettendo un avviso di accertamento con una rendita superiore. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che l'aggiornamento della rendita catastale previsto dalla legge non consente una rinegoziazione generalizzata, ma è limitato esclusivamente allo scorporo di impianti e macchinari produttivi precedentemente inclusi nella stima. L'onere di provare quali elementi scorporare spetta al contribuente.
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Rendita catastale: i limiti all’aggiornamento
Una società ha tentato di ridurre la propria rendita catastale basandosi sulla Legge 208/2015. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la norma consente l'aggiornamento solo al fine specifico di escludere dal calcolo il valore degli impianti produttivi precedentemente inclusi, e non per una revisione generalizzata del valore immobiliare. L'onere della prova di tale precedente inclusione spetta al contribuente.
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