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Legge n. 121 del 2017

12 provvedimenti

Liquidazione coatta amministrativa: il giudizio prosegue?
Due risparmiatori hanno citato in giudizio una banca. Durante il processo in Cassazione, la banca è stata posta in liquidazione coatta amministrativa. L'ordinanza non decide il caso ma, riconoscendo un contrasto giurisprudenziale sulla proseguibilità del giudizio, rinvia la questione a una futura udienza pubblica per una decisione nomofilattica.
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Cessione contenzioso bancario: a chi spetta la lite?
La Corte di Cassazione ha stabilito che nella cessione di asset bancari a seguito di una crisi, la cessione del contenzioso bancario non include le liti relative a rapporti contrattuali già estinti al momento del trasferimento. Di conseguenza, la banca acquirente non è la parte legittimata a proseguire in tali giudizi, i quali restano in capo alla procedura di liquidazione della banca originaria. La decisione chiarisce l'ambito di applicazione del D.L. 99/2017 e del relativo contratto di cessione, accogliendo il ricorso della banca cessionaria.
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Cessione di azienda bancaria e debiti da liti pendenti
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema della cessione di azienda bancaria. Il caso riguarda una risparmiatrice che aveva intentato causa contro una banca per un investimento in titoli di Stato esteri. Durante il processo, la banca è stata posta in liquidazione e la sua azienda ceduta a un altro istituto di credito. La Corte Suprema ha stabilito che la banca acquirente non è responsabile per i debiti derivanti da contenziosi su rapporti contrattuali già conclusi al momento della cessione. La responsabilità, quindi, non si trasferisce e rimane in capo all'istituto originario in liquidazione.
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Cessione bancaria e debiti da rapporti estinti
Una società ha citato in giudizio una banca per la restituzione di somme indebitamente trattenute. A seguito della liquidazione della banca e della cessione di parte delle sue attività a un altro istituto di credito, è sorto un contenzioso sulla titolarità passiva del debito. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale in materia di cessione bancaria: le passività derivanti da rapporti contrattuali già estinti al momento della cessione non vengono trasferite alla banca acquirente, anche se oggetto di cause pendenti. Di conseguenza, la banca acquirente non è la parte corretta da citare in giudizio per tali debiti.
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Cessione banche venete: chi paga i debiti pregressi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22707/2025, ha stabilito un principio fondamentale riguardo la cessione banche venete. In un caso riguardante un contenzioso tra un'azienda e un istituto di credito poi posto in liquidazione e ceduto a una grande banca, la Corte ha chiarito che l'acquirente non è responsabile per le passività derivanti da rapporti bancari già estinti al momento della cessione. La responsabilità per tali debiti, anche se oggetto di cause pendenti, rimane in capo alla procedura di liquidazione della banca originaria, in quanto non funzionali all'attività della banca cessionaria.
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Cessione azienda bancaria: i debiti esclusi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22563/2025, affronta il tema della cessione azienda bancaria in un contesto di liquidazione. Viene chiarito che i contenziosi relativi a rapporti bancari già estinti al momento della cessione non vengono trasferiti all'istituto acquirente. La Corte sottolinea che il criterio determinante non è la pendenza della lite, ma la funzionalità del rapporto all'esercizio futuro dell'impresa bancaria del cessionario, come definito nel contratto di cessione. Di conseguenza, la banca acquirente è stata dichiarata priva di legittimazione passiva.
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Cessione bancaria: la Cassazione sui rapporti estinti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24228/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di cessione bancaria di interi rami d'azienda. Ha chiarito che le passività derivanti da rapporti bancari già estinti al momento della cessione non vengono trasferite all'istituto acquirente, anche se su di esse pende una controversia giudiziaria. Il criterio determinante non è la pendenza della lite, ma la funzionalità del rapporto sottostante all'esercizio dell'impresa della banca cessionaria. Pertanto, un debito derivante da un'azione revocatoria su un conto corrente chiuso anni prima non rientra nel perimetro della cessione.
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Cessione Banche Venete: liti escluse dal perimetro
La Corte di Cassazione ha chiarito l'ambito della Cessione Banche Venete, stabilendo che la banca cessionaria non risponde delle controversie relative a rapporti bancari già estinti prima della cessione. In questo caso, un debito derivante da un'azione revocatoria vinta contro la banca originaria è stato considerato parte del "contenzioso escluso", poiché il rapporto sottostante era cessato con il fallimento del cliente. La decisione della Corte d'Appello è stata annullata, stabilendo la mancanza di legittimazione passiva della banca subentrante.
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Cessione contenziosi: i rapporti estinti esclusi
In un caso di cessione di rami d'azienda bancari a seguito di liquidazione, la Corte di Cassazione ha stabilito che la banca acquirente non subentra nelle cause legali relative a rapporti contrattuali (come conti correnti) già chiusi al momento della cessione. La decisione si fonda sull'interpretazione del contratto di cessione, il quale escludeva i contenziosi non funzionali alla futura attività d'impresa dell'acquirente. Pertanto, la semplice pendenza di una lite non è sufficiente a trasferire la passività, che resta in capo all'entità in liquidazione.
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Saldo rettificato: la Cassazione chiarisce i calcoli
In una controversia su un conto corrente, la Corte di Cassazione ha stabilito due principi fondamentali. Primo, per calcolare la prescrizione del diritto alla restituzione di somme indebite, si deve utilizzare il cosiddetto 'saldo rettificato', ovvero il saldo del conto depurato da tutte le voci illegittimamente addebitate dalla banca, e non il saldo contabile originale. Secondo, in caso di cessione di una banca in crisi, la banca acquirente non risponde dei debiti derivanti da rapporti bancari già estinti al momento della cessione, poiché tali passività non sono considerate funzionali all'esercizio della nuova impresa bancaria. La Corte ha quindi accolto il primo motivo del ricorso del correntista e respinto il secondo, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame basato sul corretto principio del saldo rettificato.
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Cessione banche venete: esclusi i debiti estinti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15682/2025, ha stabilito un principio fondamentale riguardo alla cessione banche venete. Un istituto di credito che acquisisce rami d'azienda di una banca in liquidazione non subentra nelle passività relative a rapporti bancari già estinti al momento della cessione, anche se su di essi pende un contenzioso. La Corte ha chiarito che il criterio per l'inclusione di una passività non è la mera pendenza della lite, ma la sua inerenza e funzionalità all'esercizio dell'impresa bancaria dell'acquirente, come specificato nel contratto di cessione. Di conseguenza, le pretese relative a rapporti conclusi devono essere rivolte alla procedura di liquidazione e non all'istituto cessionario.
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Commercializzazione di azioni e debiti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di una banca di riacquistare azioni proprie, derivante da un precedente accordo con una compagnia assicurativa, non si trasferisce alla banca cessionaria in caso di crisi. Tale debito rientra nelle passività escluse dalla cessione, in quanto connesso alla commercializzazione di azioni e ai rapporti con gli azionisti. La domanda della compagnia assicurativa contro la banca cessionaria è stata quindi respinta, confermando che tali obbligazioni restano in capo alla procedura di liquidazione della banca originaria.
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