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Legge Fallimentare, art. 98

5 provvedimenti

Decreto ingiuntivo fallimento: inefficace se opposto
Una società veniva dichiarata fallita mentre si opponeva a un decreto ingiuntivo emesso a favore di una banca. Il tribunale ammetteva il credito della banca, considerando l'ingiunzione definitiva a seguito dell'estinzione del giudizio di opposizione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che un decreto ingiuntivo fallimento, se opposto al momento della dichiarazione di fallimento, è inefficace nei confronti della massa dei creditori. Il creditore deve quindi provare nuovamente il proprio credito nell'ambito della procedura fallimentare.
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Data certa contratto: quando è opponibile al fallimento
Una banca ha visto respingere la sua domanda di ammissione al passivo fallimentare a causa della mancanza di una data certa sul contratto di conto corrente. La Corte di Cassazione ha confermato che, pur potendo provare l'esistenza del rapporto con altri mezzi, la mancanza di data certa sul documento contrattuale rende le sue clausole (come gli interessi convenzionali) inopponibili alla procedura fallimentare. Di conseguenza, il credito può essere ricalcolato considerando solo il capitale e gli interessi legali.
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Privilegio studio associato: no senza prova personale
Uno studio professionale associato ha richiesto il riconoscimento di un privilegio per i propri crediti nell'ambito di una procedura fallimentare. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, stabilendo che il privilegio studio associato spetta solo se viene fornita la prova rigorosa che la prestazione sia stata eseguita personalmente da un singolo professionista e che il compenso sia di sua pertinenza, anche se richiesto formalmente dall'associazione. La natura collettiva dell'incarico, in assenza di tale prova, esclude il diritto di prelazione.
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Subentro commissario straordinario: la Cassazione chiarisce
Una società cooperativa ha continuato a fornire servizi a un ente religioso dopo l'ammissione di quest'ultimo all'amministrazione straordinaria. La cooperativa ha richiesto il pagamento in prededuzione di tutti i suoi crediti, inclusi quelli sorti prima della procedura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che senza un'esplicita dichiarazione di subentro del commissario straordinario, i crediti anteriori alla procedura non acquisiscono lo status di prededucibilità. La mera prosecuzione del rapporto contrattuale non è sufficiente a configurare un subentro.
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Prova crediti prededucibili: il ruolo non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso di un agente della riscossione, stabilendo principi chiave sulla prova dei crediti prededucibili in ambito fallimentare. La Corte ha chiarito che, per ottenere la prededuzione, non è sufficiente presentare l'estratto di ruolo. Il creditore deve fornire prova rigorosa del nesso funzionale tra il credito e gli scopi della procedura concorsuale. La decisione del giudice di merito sulla valutazione delle prove non è sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata.
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