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Legge 93/1983

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Scorrimento graduatorie: stop con una nuova legge
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scorrimento graduatorie non è un diritto acquisito. Se una nuova legge (ius superveniens) modifica le regole per le progressioni di carriera, questa si applica anche a procedure concorsuali bandite in precedenza, bloccando di fatto lo scorrimento se non più conforme alla nuova disciplina. Il caso riguardava dipendenti pubblici che, pur idonei in una graduatoria per una progressione verticale, si sono visti negare l'assunzione a seguito dell'entrata in vigore del D.Lgs. 150/2009, che ha imposto nuove e più restrittive modalità per le progressioni interne.
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Scorrimento graduatorie: no al diritto soggettivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14917/2024, ha stabilito che lo scorrimento delle graduatorie nel pubblico impiego non costituisce un diritto soggettivo per i candidati idonei. Il caso riguardava due dipendenti pubblici risultati idonei in una procedura di progressione verticale, i quali chiedevano l'assunzione tramite scorrimento. La Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione, affermando che la sopravvenuta normativa (D.Lgs. 150/2009), che impone il concorso pubblico per tali progressioni, prevale e impedisce l'utilizzo di graduatorie derivanti da procedure interamente interne, anche se bandite in precedenza.
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Scorrimento graduatorie: stop a nomine post-riforma
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è possibile procedere allo scorrimento di graduatorie di concorsi interni banditi prima della Riforma Brunetta (D.Lgs. 150/2009) se la decisione di assumere avviene dopo l'entrata in vigore della stessa. Il caso riguardava tre dipendenti ministeriali risultati idonei a una progressione verticale, la cui assunzione tramite scorrimento graduatorie è stata bloccata. La Corte ha chiarito che si applica la legge vigente al momento della decisione di scorrere la graduatoria (ius superveniens), la quale impone concorsi pubblici e limita le riserve interne, rendendo illegittimo lo scorrimento di graduatorie puramente interne.
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Scorrimento graduatoria: nuove regole e ius superveniens
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14732/2024, ha stabilito che lo scorrimento graduatoria di un concorso interno non è un diritto soggettivo dei candidati. La normativa applicabile è quella vigente al momento della decisione di coprire i posti vacanti (ius superveniens), non quella del bando. Pertanto, l'entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2009 ha legittimamente impedito la promozione di dipendenti pubblici idonei in una graduatoria precedente, in quanto la nuova legge ha modificato le modalità di progressione verticale, richiedendo concorsi pubblici.
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Calcolo TFR: la Cassazione sulle voci retributive
La Corte di Cassazione interviene sul corretto calcolo del TFR di una ex dipendente ospedaliera. La Corte ha annullato la decisione d'appello per errori di calcolo sul TFR ante-1982 e sull'applicazione delle norme transitorie relative all'indennità di contingenza. È stato inoltre stabilito che l'indennità di mensa può avere natura retributiva e rientrare nel TFR se il contratto collettivo prevede un'indennità sostitutiva in denaro. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Scorrimento graduatoria: quando è un diritto? Cass.
Due dipendenti pubbliche, risultate idonee in una selezione per progressione di carriera, hanno richiesto l'assunzione tramite scorrimento graduatoria per posti resisi vacanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, stabilendo che la mera idoneità e l'intenzione dell'amministrazione di coprire i posti non sono sufficienti a creare un diritto all'assunzione. Lo scorrimento graduatoria, equiparato a una nuova assunzione, necessita sempre di una specifica e formale autorizzazione.
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Indennità di mensa nel TFR: la Cassazione decide
Una lavoratrice del settore sanitario ha contestato il calcolo del suo TFR, sostenendo la mancata inclusione di diverse voci retributive, tra cui l'indennità di mensa. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito che la natura retributiva dell'indennità di mensa, e quindi la sua inclusione nel TFR, dipende dalla contrattazione collettiva applicabile nel tempo. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando il caso per un nuovo calcolo che tenga conto di questo principio, sottolineando l'importanza di verificare gli accordi sindacali vigenti prima delle riforme legislative.
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Scorrimento graduatorie: stop da una nuova legge
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scorrimento di una graduatoria di un concorso pubblico interno non è un diritto acquisito. Se una nuova legge (ius superveniens) interviene prima che l'amministrazione decida di utilizzare la graduatoria, modificando le regole per le progressioni di carriera, questa prevale. Nel caso specifico, un dipendente ministeriale si è visto negare la promozione perché il d.lgs. 150/2009 ha limitato le progressioni verticali interne, rendendo illegittimo lo scorrimento della graduatoria del concorso bandito nel 2007.
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Indennità di mensa nel TFR: quando va calcolata?
Una dipendente ospedaliera ha citato in giudizio il suo ex datore di lavoro per un ricalcolo del TFR, sostenendo la mancata inclusione di varie indennità. Dopo due sentenze favorevoli alla lavoratrice, la Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso dell'ospedale. Pur confermando la legittimità di una richiesta di ricalcolo onnicomprensiva, ha stabilito un principio chiave sull'indennità di mensa: la sua inclusione nel TFR non è automatica. È necessario verificare se la contrattazione collettiva preveda un'indennità sostitutiva per chi non usa il servizio, poiché solo in tal caso essa assume natura retributiva. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per questa specifica verifica.
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