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Legge 92/1979

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Inquadramento previdenziale: fotovoltaico batte agricoltura
Un'azienda agricola ha contestato la decisione dell'INPS di modificare il suo inquadramento previdenziale nel settore industriale, con conseguente richiesta di maggiori contributi. La società sosteneva che la produzione di energia fotovoltaica su serre costituisse un'attività agricola connessa. Tuttavia, gli ispettori hanno accertato che le serre erano fatiscenti e usate solo per reggere i pannelli, le piante erano incolte o morte e non vi erano vendite di prodotti agricoli, ma solo di energia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando la legittimità del provvedimento dell'INPS. I giudici hanno chiarito che la produzione di energia solare perde la natura di attività connessa se snatura la vocazione agricola del terreno, rendendo l'impresa industriale a tutti gli effetti.
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Fiscalizzazione degli oneri sociali: negati gli sgravi all’edilizia
Un'impresa edile ha chiesto la compensazione di presunti crediti derivanti dalla fiscalizzazione degli oneri sociali con debiti contributivi pretesi dall'INPS. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'impresa, confermando che le imprese edili sono espressamente escluse dai benefici della fiscalizzazione degli oneri sociali, riservati solo alle imprese manifatturiere ed estrattive secondo la classificazione ISTAT. Inoltre, la Corte ha stabilito che le istanze di dilazione di pagamento presentate dall'impresa costituiscono un formale riconoscimento del debito, interrompendo così la prescrizione dei crediti dell'ente previdenziale. Di conseguenza, l'impresa edile perde la causa e deve pagare i contributi richiesti e le spese legali.
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Riclassificazione previdenziale: stop retroattività
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riclassificazione previdenziale operata dall'INPS non ha efficacia retroattiva, salvo il caso di dichiarazioni inesatte del datore di lavoro. Nel caso esaminato, una lavoratrice aveva richiesto l'indennità di disoccupazione agricola basandosi sull'inquadramento originario dell'azienda. L'ente previdenziale aveva successivamente mutato la classificazione da agricola a industriale, pretendendo di negare i benefici pregressi. La Corte ha confermato che gli effetti della variazione decorrono solo dalla notifica del provvedimento, tutelando il legittimo affidamento di imprese e lavoratori.
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Compenso professionale: quando è dovuto senza fondi
Una società committente nega il saldo del compenso professionale a uno studio di architettura dopo la perdita di un finanziamento pubblico, causata da un'informativa antimafia poi annullata. La Corte di Cassazione conferma la condanna al pagamento, stabilendo che il diritto al compenso sorge quando il progetto è idoneo a ottenere i fondi, a prescindere da eventi successivi imputabili al cliente. La perdita del finanziamento, non dipendendo da vizi progettuali, non esonera il committente dal suo obbligo contrattuale.
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Fiscalizzazione oneri sociali: no per imprese edili
Una società edile ha richiesto la fiscalizzazione oneri sociali, sostenendo la natura manifatturiera della propria attività. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la normativa di riferimento esclude esplicitamente le imprese edili da tale beneficio, indipendentemente dalla classificazione ISTAT o dalla natura trasformativa dell'attività svolta.
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