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Legge 91/1992

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Nozze con italiano e ordine di allontanamento dello straniero
Una cittadina straniera ha impugnato la condanna penale per inottemperanza all'ordine di allontanamento dello straniero, sostenendo che le nozze con un cittadino italiano costituissero un valido giustificato motivo per rimanere nel Paese. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno chiarito che il matrimonio non attribuisce in modo automatico la cittadinanza italiana e non sana la permanenza irregolare. L'acquisto della cittadinanza richiede requisiti precisi previsti dalla legge, tra cui la residenza legale o un periodo minimo di unione coniugale, oltre alla convivenza effettiva tra i coniugi. In assenza della prova di tali presupposti, la violazione della norma permane e la condanna a una multa di oltre seimila euro resta pienamente valida ed esecutiva.
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Cittadinanza italiana e patteggiamento: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un cittadino straniero a ottenere la cittadinanza italiana nonostante un precedente penale risolto tramite patteggiamento. Il Ministero dell'Interno aveva negato la concessione ritenendo il patteggiamento equiparabile a una condanna definitiva. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che, ai fini dell'acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio, la sentenza ex art. 444 c.p.p. non produce gli stessi effetti preclusivi di una condanna ordinaria, poiché non implica un pieno accertamento della responsabilità penale e non ha efficacia nei giudizi amministrativi.
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Giurisdizione minori: residenza abituale prevale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 663/2023, ha stabilito che in materia di responsabilità genitoriale per minori con doppia cittadinanza, la giurisdizione spetta al giudice dello Stato di residenza abituale dei bambini. Questo criterio, basato sul principio di vicinanza e sull'interesse superiore del minore, è inderogabile e non può essere modificato neanche con il consenso dei genitori. La Corte ha quindi annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente affermato la giurisdizione italiana in un caso di separazione riguardante minori residenti negli Stati Uniti, chiarendo che le norme della Convenzione dell'Aja del 1961 prevalgono.
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Esigenze cautelari: la Cassazione annulla ordinanza
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di associazione a delinquere finalizzata a favorire l'ottenimento di residenza e cittadinanza. La Corte dichiara inammissibile il ricorso di un imputato e accoglie quello dell'altro, annullando l'ordinanza impugnata limitatamente alle esigenze cautelari. La motivazione del Tribunale sul pericolo di reiterazione del reato è stata ritenuta generica e astratta, non avendo considerato elementi concreti come la cessazione dei rapporti illeciti.
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Cittadinanza per matrimonio: chi decide sul diniego?
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la giurisdizione sulle controversie relative al diniego della cittadinanza per matrimonio spetta al giudice ordinario quando il provvedimento si basa sulla mancanza di requisiti oggettivi, come la convivenza. La giurisdizione del giudice amministrativo sorge solo se il diniego è fondato su motivi discrezionali legati alla sicurezza della Repubblica. In questo caso, il rigetto era basato sulla presunta cessazione della convivenza coniugale, un fatto che attiene a un diritto soggettivo e non a una valutazione discrezionale dell'amministrazione.
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