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Legge 90/1990

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Esenzione IVA servizi portuali: Vittoria per la sicurezza nei porti
L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'Esenzione IVA servizi portuali applicata da un'Azienda di sicurezza per attività svolte nei porti. L'Azienda ha sostenuto che i servizi di vigilanza e controllo sul movimento di persone e merci rientravano tra quelli esenti IVA. La Corte di Cassazione ha accolto la tesi dell'Azienda, stabilendo che i servizi di sicurezza portuale, connessi al movimento di persone e alla manutenzione degli impianti, beneficiano dell'esenzione. La sentenza ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, condannandola al pagamento delle spese legali.
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Classamento Catastale Centrale Idroelettrica: Sì a D/1
Un consorzio di bonifica ha contestato il classamento catastale in categoria D/1 della propria centrale idroelettrica, sostenendo che avesse una finalità pubblica e non commerciale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la classificazione dipende dalle caratteristiche oggettive e dalla potenziale capacità produttiva dell'immobile (opificio), indipendentemente dalla natura giuridica del proprietario o dall'uso non lucrativo dell'energia prodotta.
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Diritti portuali IVA: la Cassazione fa chiarezza
Una società di navigazione ha contestato un avviso di accertamento IVA relativo ai diritti portuali addebitati ai passeggeri. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12489/2024, ha stabilito che tali diritti rientrano nella base imponibile IVA. La Corte ha chiarito che il fruitore dei servizi portuali è la compagnia stessa, non il passeggero. Pertanto, i diritti portuali rappresentano un costo del servizio di trasporto che, ribaltato sul cliente finale, concorre a formare il corrispettivo della prestazione e come tale è soggetto a IVA. Le sanzioni sono state comunque annullate per obiettiva incertezza normativa sulla materia.
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Ricusazione giudice: la nullità della sentenza emessa
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria perché emessa dopo la presentazione di un'istanza di ricusazione giudice, non ancora decisa. Secondo la legge, tale istanza sospende automaticamente il processo, rendendo nulli tutti gli atti successivi, inclusa la sentenza. Il caso riguardava un accertamento fiscale a carico di una cooperativa edilizia.
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Rimborso imposta sostitutiva: decorrenza del termine
Un istituto di credito ha richiesto un rimborso per un'eccedenza di imposta sostitutiva. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, sostenendo che la richiesta fosse tardiva perché calcolava il termine di decadenza triennale dalla data del pagamento dell'acconto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della banca, stabilendo che il termine per la richiesta di rimborso imposta sostitutiva decorre non dal pagamento, ma dalla presentazione della dichiarazione fiscale che accerta il credito, momento in cui il diritto alla restituzione sorge effettivamente.
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