La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38508/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre imputati condannati per autoriciclaggio. I ricorrenti contestavano l'estensione della confisca, sostenendo che dovesse limitarsi al profitto da loro conseguito. La Corte ha invece confermato che la confisca per autoriciclaggio ha ad oggetto il 'prodotto' del reato, ovvero l'intero valore delle somme o dei beni oggetto delle operazioni illecite, in linea con la finalità della norma di sottrarre alla circolazione i capitali di provenienza delittuosa.
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