La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex appartenente alle forze dell'ordine, indagato per la detenzione di materiale esplodente. L'uomo era stato trovato in possesso di quattro ordigni artigianali completi di radiocomando e oltre un chilo di polvere da sparo, nascosti in un garage. Il Tribunale del Riesame aveva applicato l'obbligo di dimora con divieto di uscita notturna. La difesa sosteneva si trattasse di semplici fuochi d'artificio e contestava le esigenze cautelari, adducendo motivi di salute e precedenti assoluzioni. La Suprema Corte ha confermato la misura, sottolineando l'elevata capacità distruttiva degli ordigni e il concreto pericolo di reiterazione del reato. La detenzione di materiale esplodente in tali quantità, unita al possesso di documenti rubati, giustifica pienamente la restrizione della libertà personale, rendendo irrilevanti le giustificazioni difensive.
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