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Legge 80/2014

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Giudizio di rinvio: limiti del giudice cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Tribunale che, in sede di giudizio di rinvio, aveva confermato un sequestro preventivo basandosi su un fatto diverso da quello originariamente contestato. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice del rinvio è strettamente vincolato ai limiti dell'imputazione originaria e al principio di diritto stabilito nella precedente sentenza di annullamento, non potendo considerare nuove contestazioni introdotte dal Pubblico Ministero in fase di appello.
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Clausola compromissoria: domanda inammissibile
Una cooperativa ha citato in giudizio una propria socia per negarle la restituzione di una quota versata a un fondo mutualistico. La socia ha eccepito la presenza di una clausola compromissoria nello statuto. Il Tribunale di Roma ha dichiarato la domanda inammissibile, stabilendo che la controversia deve essere decisa da un collegio arbitrale come previsto contrattualmente, e non dal giudice ordinario.
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Esenzione IMU Alloggi Sociali: La Cassazione chiarisce
Un ente per l'edilizia residenziale pubblica ha contestato un avviso di accertamento per IMU non versata, sostenendo il diritto all'esenzione IMU per gli alloggi sociali. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. La Corte ha chiarito che l'esenzione totale spetta agli immobili qualificabili come "alloggi sociali" secondo la normativa specifica, e che la loro destinazione ad abitazione principale è presunta. Spetta all'ente impositore dimostrare il contrario. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un ente di edilizia pubblica ha contestato un avviso di accertamento IMU, sostenendo di aver diritto all'esenzione per i suoi immobili qualificati come 'alloggi sociali'. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che l'esenzione IMU alloggi sociali spetta se gli immobili hanno le caratteristiche previste dalla legge e sono adibiti ad abitazione principale dagli assegnatari. La Corte ha introdotto una presunzione di residenza, spostando l'onere della prova sull'ente impositore.
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Esenzione IMU Alloggi Sociali: La Cassazione Chiarisce
Un ente che gestisce alloggi di edilizia residenziale pubblica ha contestato un avviso di accertamento IMU, sostenendo il proprio diritto all'esenzione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un importante principio: per l'esenzione IMU per alloggi sociali è sufficiente che l'immobile abbia le caratteristiche definite dalla legge, presumendo la destinazione ad abitazione principale dell'assegnatario. Spetta all'ente impositore, e non all'ente gestore, dimostrare il contrario. La sentenza del giudice di merito è stata annullata con rinvio.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un ente che gestisce edilizia residenziale pubblica si è opposto a un avviso di accertamento IMU, sostenendo di avere diritto all'esenzione per i suoi immobili in quanto "alloggi sociali". La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per gli alloggi che rispettano le caratteristiche normative di "social housing", si presume che siano adibiti ad abitazione principale dagli assegnatari. Di conseguenza, spetta all'ente impositore, e non all'ente gestore, l'onere di provare il contrario per negare il beneficio fiscale. La Corte ha annullato la decisione precedente e ha rinviato il caso alla corte di merito per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Registrazione tardiva locazione: effetti sul contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni inquilini che, a seguito della registrazione tardiva del contratto di locazione, avevano versato un canone inferiore a quello pattuito. La Corte ha ribadito il principio secondo cui la registrazione tardiva sana la nullità del contratto con efficacia retroattiva ('ex tunc'). Di conseguenza, gli inquilini erano tenuti a pagare l'intero canone concordato e il loro persistente versamento di una somma ridotta ha costituito un inadempimento grave, legittimando la risoluzione del contratto per morosità.
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