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Legge 7/1970

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38 provvedimenti

Decadenza elenchi agricoli: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza elenchi agricoli di 120 giorni, prevista per impugnare la cancellazione o la variazione delle giornate di lavoro, ha natura sostanziale. Questo termine si applica anche quando il lavoratore agisce per contestare la richiesta di restituzione di somme indebitamente percepite. Nel caso esaminato, un operaio agricolo aveva impugnato tardivamente i provvedimenti dell'ente previdenziale, perdendo così il diritto a contestare il ricalcolo delle prestazioni.
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Decadenza previdenziale: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando la decisione della Corte d'Appello a favore di una lavoratrice agricola. Il caso verteva sulla decadenza previdenziale per l'impugnazione di un provvedimento di disconoscimento di giornate lavorative. La Suprema Corte ha ribadito che, nel periodo tra il 21 dicembre 2008 e il 5 luglio 2011, la norma che prevedeva tale termine di decadenza era stata abrogata, rendendo tempestiva e legittima l'azione della lavoratrice, il cui provvedimento era stato emesso proprio in quel lasso di tempo.
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Decadenza lavoro agricolo: la Cassazione sui termini
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice agricola, confermando la sua decadenza dal diritto di impugnare la cancellazione dagli elenchi INPS. La Corte ha stabilito che il termine di 120 giorni previsto dalla legge si applica indipendentemente dalla specifica procedura amministrativa seguita per il ricorso, non costituendo un'applicazione analogica illegittima. La decisione sottolinea la perentorietà dei termini in materia di decadenza lavoro agricolo.
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Termine decadenziale agricoli: la guida completa
Una lavoratrice agricola ha impugnato il diniego di iscrizione negli elenchi di categoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'azione giudiziaria deve essere proposta entro il termine decadenziale di 120 giorni. Tale termine decorre dalla notifica del provvedimento esplicito o, in caso di silenzio, dalla scadenza del termine per la pronuncia della decisione, che equivale a un rigetto tacito. Eventuali informazioni errate fornite dall'ente non interrompono né sospendono tale termine.
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Decadenza iscrizione agricoli: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una lavoratrice agricola, confermando che la mancata impugnazione del provvedimento di cancellazione dagli elenchi entro i termini di legge impedisce di ottenere le prestazioni previdenziali. La decisione sottolinea il principio di decadenza per l'iscrizione degli agricoli come presupposto fondamentale per il riconoscimento dei diritti connessi.
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Decadenza lavoratori agricoli: i termini per ricorrere
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4378/2024, ha confermato l'inammissibilità del ricorso di una lavoratrice per la reiscrizione negli elenchi agricoli. Il caso chiarisce un punto fondamentale sulla decadenza per i lavoratori agricoli: il termine di 120 giorni per l'azione giudiziaria decorre dal momento in cui il provvedimento di cancellazione diventa definitivo, indipendentemente dalla specifica procedura di ricorso amministrativo utilizzata per contestarlo. La Corte ha stabilito che l'irrilevanza della procedura seguita (ex D.Lgs. 375/1993 o ex D.Lgs. 124/2004) non modifica la natura del termine perentorio per adire il giudice, respingendo così le argomentazioni della ricorrente.
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Cancellazione elenchi agricoli: ricorso inammissibile
Una lavoratrice agricola si opponeva alla sua cancellazione dagli elenchi professionali. La Corte d'Appello dichiarava decaduto il suo diritto di agire per tardività. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. Il motivo? La lavoratrice non contestava un errore di diritto, ma la valutazione delle prove fatta dal giudice di merito, un'operazione non sindacabile in sede di legittimità. L'ordinanza ribadisce che la critica all'accertamento dei fatti non costituisce un valido motivo per il ricorso in Cassazione in tema di cancellazione elenchi agricoli.
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Decadenza cancellazione elenchi: la Cassazione decide
Una lavoratrice agricola, cancellata dagli elenchi, ha visto il suo ricorso respinto per intervenuta decadenza per la cancellazione dagli elenchi agricoli. La Cassazione ha confermato che il termine di 120 giorni per agire in giudizio decorre dalla definitività del provvedimento, anche in caso di silenzio-rifiuto sull'istanza amministrativa, indipendentemente dalla norma che regola tale istanza.
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Decadenza disoccupazione agricola: termini per ricorso
Una lavoratrice ha perso il diritto a trattenere l'indennità di disoccupazione agricola a causa del mancato rispetto dei termini per impugnare la sua esclusione dagli elenchi. La Corte di Cassazione ha confermato che il mancato rispetto dei termini di decadenza disoccupazione agricola impedisce l'accertamento del rapporto di lavoro ai fini previdenziali, respingendo il ricorso.
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Iscrizione elenchi agricoli: no indennità senza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva l'indennità di disoccupazione agricola. La decisione si fonda sul fatto che il lavoratore non aveva esplicitamente richiesto l'iscrizione negli elenchi agricoli, un presupposto considerato essenziale e non implicito nella sola richiesta della prestazione. Inoltre, un precedente giudicato sulla natura non agricola del datore di lavoro rendeva la domanda inammissibile.
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Cancellazione elenchi agricoli: notifica online vale
Un lavoratore agricolo, cancellato dagli elenchi di categoria, ha contestato la validità della notifica avvenuta tramite pubblicazione online sul sito dell'ente previdenziale. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha stabilito che la pubblicazione telematica è una forma di notifica pienamente valida ai sensi della normativa vigente. Di conseguenza, il termine per impugnare la cancellazione decorre da tale pubblicazione. Poiché il lavoratore ha agito in giudizio tardivamente, il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile per intervenuta decadenza, confermando la legittimità della procedura di cancellazione elenchi agricoli adottata dall'ente.
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Onere della prova lavoratore agricolo: la Cassazione
Un lavoratore agricolo si è visto revocare l'indennità di disoccupazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 8629/2025, ha rigettato il suo ricorso, chiarendo un punto fondamentale: se l'ente previdenziale contesta la veridicità del rapporto di lavoro, l'iscrizione negli elenchi non basta più. In questo scenario, l'intero onere della prova del lavoratore agricolo di dimostrare l'effettività del suo impiego ricade su di lui. La Corte ha applicato il principio della "ragione più liquida", rigettando il ricorso sulla base dell'infondatezza dei motivi relativi alla prova, senza nemmeno esaminare le altre questioni sollevate.
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Spese di lite previdenza: esenzione per il lavoratore
Una lavoratrice agricola si opponeva alla cancellazione dagli elenchi e alla richiesta di restituzione degli aiuti. La Corte di Cassazione ha respinto il motivo sull'illegittimità della notifica online per periodi pregressi, ma ha accolto quello sull'esenzione dalle spese legali. La Corte ha stabilito che l'esonero dal pagamento delle **spese di lite previdenza**, previsto dall'art. 152 att. c.p.c., si applica anche in questi casi, annullando la condanna al pagamento delle spese a carico della lavoratrice.
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Notifica telematica INPS: valida anche per il passato
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della notifica telematica INPS per il disconoscimento di giornate lavorative, anche se relative a periodi antecedenti l'entrata in vigore della legge del 2011. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto inefficace tale notifica, affermando che la pubblicazione sul sito dell'ente fa scattare i termini di decadenza per l'impugnazione da parte del lavoratore. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Prova Lavoro Agricolo: Onere a Carico del Lavoratore
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una lavoratrice cancellata dagli elenchi agricoli, confermando che la prova del lavoro agricolo spetta interamente a chi ne chiede il riconoscimento. Testimonianze generiche, prive di dettagli su mansioni, orari e retribuzione, sono state ritenute insufficienti. La Corte ha stabilito che l'onere della prova non si inverte a carico dell'ente previdenziale.
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Decadenza ricorso braccianti agricoli: termini impugnazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore agricolo, confermando la decadenza del suo diritto a impugnare la cancellazione dagli elenchi professionali. La sentenza chiarisce che il termine per il ricorso decorre dalla data di effettiva conoscenza del provvedimento, comunicata dall'Istituto Previdenziale insieme alla richiesta di restituzione delle prestazioni, e non dalla successiva pubblicazione online. La tardività del ricorso amministrativo ha comportato la decadenza anche dall'azione giudiziaria. Si tratta di un'importante pronuncia sulla decadenza ricorso braccianti agricoli.
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Decadenza indennità agricola: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni lavoratori agricoli contro l'ente previdenziale, confermando la richiesta di restituzione dell'indennità di disoccupazione. La decisione si fonda sulla mancata impugnazione della cancellazione dagli elenchi nei termini di legge. La Corte ha chiarito che, nonostante una temporanea abrogazione della norma, la decadenza indennità agricola è un principio applicabile, con termini che hanno ripreso a decorrere dal 6 luglio 2011, rendendo tardiva qualsiasi successiva contestazione.
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Decadenza impugnazione elenchi agricoli e prova
Una lavoratrice agricola si è vista negare la reiscrizione negli elenchi annuali e ha impugnato la richiesta di restituzione dell'indennità di disoccupazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello sulla base della decadenza per l'impugnazione degli elenchi agricoli. Il punto cruciale è stata la valutazione della prova documentale prodotta dall'ente previdenziale, ritenuta sufficiente a dimostrare la pubblicazione degli elenchi e, di conseguenza, il decorso del termine per l'impugnazione.
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