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Legge 689/1981

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1360 provvedimenti

Termine notifica illecito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio sul termine di notifica per un illecito depenalizzato. Se l'autorità giudiziaria non trasmette gli atti all'ente preposto alla sanzione (in questo caso, l'INPS), il termine di 90 giorni per la notifica decorre dalla data di entrata in vigore della legge di depenalizzazione, qualora l'ente possieda già autonomamente le informazioni necessarie per procedere. La sentenza sottolinea la prevalenza dei principi di certezza del diritto e di tutela del cittadino rispetto all'inerzia della pubblica amministrazione.
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Decadenza sanzione amministrativa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9022/2025, ha stabilito che la decadenza sanzione amministrativa per l'omesso versamento di ritenute previdenziali, in caso di depenalizzazione del reato e mancata trasmissione degli atti da parte dell'autorità giudiziaria, decorre dalla data di entrata in vigore della legge di depenalizzazione. Se l'ente previdenziale possiede già i dati per contestare la violazione, non può attendere indefinitamente, ma deve agire entro il termine di 90 giorni da tale data, a pena di estinzione del proprio potere sanzionatorio.
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Responsabilità amministratore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione pecuniaria a carico di un amministratore non esecutivo di un istituto di credito per le omissioni informative contenute nei prospetti relativi a due aumenti di capitale. L'ordinanza stabilisce che la responsabilità amministratore sussiste anche in assenza di deleghe specifiche, a causa del generale dovere di agire informati e di vigilare. La Corte ha ritenuto che l'amministratore, pur essendo in carica solo per una parte del periodo rilevante, avesse l'obbligo di conoscere e intervenire su criticità note, come il fenomeno del "capitale finanziato" e le modalità di determinazione del prezzo delle azioni. Il ricorso è stato rigettato, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva già ridotto la sanzione iniziale.
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Responsabilità amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione dell'Autorità di Vigilanza a un ex amministratore di una banca, privo di deleghe operative. La decisione si fonda sulla violazione dei doveri informativi nei prospetti di un aumento di capitale. La sentenza chiarisce la portata della responsabilità amministratori, sottolineando il loro dovere di agire informati e la presunzione di colpa, anche in assenza di poteri esecutivi diretti.
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Concordato in appello: limiti del potere del giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di concordato in appello, il giudice non può sostituire d'ufficio la pena detentiva con sanzioni alternative se non previsto nell'accordo tra le parti. La sentenza ha inoltre annullato la confisca di una somma di denaro, poiché il giudice di primo grado ne aveva già disposto la restituzione, riaffermando i limiti del potere del giudice d'appello.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14438/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. L'impugnazione dell'estratto di ruolo, basata sulla mancata notifica della cartella esattoriale, è possibile solo se il contribuente dimostra un concreto e attuale 'interesse ad agire', come il rischio di non poter partecipare ad appalti pubblici. In assenza di tale prova, il ricorso viene rigettato.
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COSAP concessionaria autostradale: quando è dovuto?
Una società concessionaria di autostrade ha contestato la richiesta di pagamento del COSAP per l'occupazione di suolo pubblico con i propri cavalcavia, sostenendo di essere esente in quanto operante per conto dello Stato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il canone è dovuto dalla società in quanto soggetto autonomo che occupa di fatto il suolo e opera a scopo di lucro. L'assenza di un'autorizzazione locale rende l'occupazione abusiva e giustifica il pagamento del canone, escludendo l'applicazione dell'esenzione prevista per lo Stato.
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Scommesse senza licenza: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per esercizio di scommesse senza licenza nei confronti della titolare di un centro trasmissione dati collegato a un bookmaker estero. La sentenza ribadisce che l'onere di provare l'eventuale discriminazione da parte dello Stato italiano spetta alla difesa. Inoltre, la Corte ha chiarito che la sola regolarizzazione fiscale non è sufficiente a sanare l'illecito penale. Rigettata anche la richiesta di sostituzione della pena e di sospensione condizionale, a causa della persistenza della condotta illecita.
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Appello sentenza Giudice di Pace: quando è d’obbligo
Una cittadina impugna in Cassazione la sentenza del Giudice di Pace che, pur accogliendo la sua opposizione a una sanzione amministrativa, aveva compensato le spese. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che per tali sentenze il rimedio corretto è l'appello. La decisione sottolinea l'importanza del corretto mezzo di impugnazione per le sentenze del Giudice di Pace in materia di sanzioni. L'appello a una sentenza del Giudice di Pace è necessario in questi casi.
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Responsabilità sindaci banca: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni pecuniarie irrogate dalla Banca d'Italia ai membri del collegio sindacale di un importante istituto di credito per carenze nei controlli e violazioni in materia di rischi finanziari. La sentenza affronta temi cruciali sulla responsabilità sindaci banca, rigettando le tesi difensive basate sulla tardività del procedimento, sulla natura sostanzialmente penale delle sanzioni e sulla scusante dell'occultamento di informazioni da parte dei vertici aziendali. La Corte ha ribadito l'elevato standard di diligenza richiesto ai sindaci, i quali dispongono di ampi poteri ispettivi e non possono invocare una mera responsabilità da posizione.
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Ordine di demolizione: quando è irrevocabile?
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che revocava un ordine di demolizione per un vasto immobile abusivo. La sentenza chiarisce che l'ordine, avendo natura reale, si applica anche ai successivi acquirenti, indipendentemente dalla loro buona fede. Viene inoltre sancita l'illegittimità del frazionamento artificioso delle domande di condono per eludere i limiti volumetrici e si ribadisce il carattere vincolato e non discrezionale dell'ordine di demolizione, che non può essere revocato invocando un generico principio di proporzionalità.
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Targa di esportazione: non autorizza il trasporto merci
Una società di trasporti è stata sanzionata per aver utilizzato un veicolo con una targa di esportazione austriaca temporanea per trasportare merci (semirimorchi) in Italia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la legge italiana prevale e che tali targhe autorizzano solo la circolazione, non il trasporto commerciale. Ha inoltre confermato la responsabilità solidale dell'azienda per la violazione commessa dal suo autista, rigettando la tesi della buona fede.
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Pene sostitutive: no alla legge più dura per reati passati
Un individuo è stato condannato per truffa. In Cassazione, la sua colpevolezza è stata confermata, ma la sentenza è stata annullata riguardo al diniego delle pene sostitutive. La Corte ha stabilito che la nuova legge, che vieta il cumulo tra pene sostitutive e sospensione condizionale, non può essere applicata retroattivamente a reati commessi prima della sua entrata in vigore, in ossequio al principio della legge più favorevole all'imputato.
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Competenza pene sostitutive: chi decide? La Cassazione
Il caso riguarda un conflitto di competenza tra il Magistrato di sorveglianza e il Procuratore generale sull'esecuzione di una pena sostitutiva (detenzione domiciliare). Il Magistrato aveva restituito gli atti al PM, ritenendolo competente a definire l'arco temporale della pena. La Procura ha fatto ricorso, sostenendo che la competenza pene sostitutive, dopo la Riforma Cartabia, spetta al Magistrato di sorveglianza. La Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza e affermando la competenza esclusiva del Magistrato di sorveglianza, risolvendo così la stasi procedurale.
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Sanzione più favorevole retroattiva per lavoro nero
La Corte di Cassazione ha stabilito che la 'sanzione più favorevole' introdotta da una legge successiva si applica retroattivamente anche alle sanzioni amministrative per lavoro irregolare, qualora queste abbiano una natura sostanzialmente penale e afflittiva. Nel caso di specie, una sanzione di oltre 100.000 euro è stata ridotta a circa 7.000 euro in applicazione della nuova normativa, respingendo il ricorso dell'Ispettorato del Lavoro che invocava il principio 'tempus regit actum'.
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Termine contestazione violazione: quando decorre?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, chiarisce un punto fondamentale sul termine di contestazione delle violazioni amministrative in ambito lavorativo. Viene stabilito che il termine di 90 giorni previsto dalla Legge 689/1981 non decorre dal giorno dell'accesso ispettivo, ma dal momento in cui l'amministrazione acquisisce tutta la documentazione necessaria per una completa valutazione dei fatti. Nel caso specifico, il ritardo nella fornitura dei documenti da parte del datore di lavoro ha fatto slittare l'inizio del termine, rendendo la successiva contestazione tempestiva e legittima. La Corte ha rigettato il ricorso del datore di lavoro, confermando le decisioni dei giudici di merito.
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Termine accertamento illecito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine accertamento illecito finanziario di 180 giorni, a disposizione dell'Autorità di Vigilanza per contestare una violazione, decorre solo dal momento in cui ha acquisito tutti gli elementi necessari per la valutazione, non da semplici sospetti. Nel caso specifico, un ex amministratore di una banca, sanzionato per carenze informative in un prospetto, aveva ottenuto l'annullamento della sanzione in Appello per tardività. La Cassazione ha cassato la decisione, affermando che il giudice di merito non può sostituirsi all'Autorità nel valutare l'opportunità e i tempi dell'indagine.
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Termine accertamento CONSOB: la Cassazione decide
Un ex presidente di un istituto di credito, sanzionato dall'autorità di vigilanza per carenze informative in un prospetto di offerta al pubblico, aveva ottenuto l'annullamento della sanzione in Corte d'Appello per tardività dell'accertamento. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso dell'autorità. Il principio chiave è che il termine accertamento CONSOB di 180 giorni per la contestazione decorre non da quando l'autorità ha i primi sospetti, ma da quando ritiene, a sua discrezione, di aver acquisito tutti gli elementi necessari a fondare l'accusa, senza che il giudice possa sindacare nel merito la durata dell'attività istruttoria.
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Termine procedura sanzionatoria: la Cassazione decide
Un ex consigliere di amministrazione di un istituto di credito si oppone a una sanzione irrogata dall'Autorità di Vigilanza per carenze informative nel prospetto di un'offerta di azioni. La Corte d'Appello annulla la sanzione, ritenendo tardiva l'apertura del procedimento. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Autorità, cassa la sentenza d'appello, chiarendo che il termine procedura sanzionatoria di 180 giorni decorre non da quando emergono i primi sospetti, ma solo dal momento in cui l'Autorità ha completato l'acquisizione di tutti gli elementi necessari per l'accertamento dell'illecito. Il giudice non può sindacare l'opportunità e i tempi dell'attività istruttoria dell'Autorità.
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Accertamento illecito finanziario: quando inizia?
Un ex direttore generale di un istituto di credito, sanzionato dall'Autorità di Vigilanza per carenze informative in un prospetto di offerta di azioni, aveva ottenuto l'annullamento della sanzione in appello. La Corte territoriale aveva ritenuto tardiva la procedura sanzionatoria. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, specificando che il termine per un accertamento di illecito finanziario decorre solo dal momento in cui l'Autorità acquisisce tutti gli elementi necessari a valutare compiutamente l'illecito, e non dalla prima ricezione di documenti o sospetti.
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