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Legge 675/1977

5 provvedimenti

Tutela reintegratoria e cessione d’azienda in crisi
La Corte di Cassazione conferma la tutela reintegratoria per un lavoratore illegittimamente licenziato da una compagnia aerea dopo una cessione d'azienda. La sentenza chiarisce che la reintegrazione deve essere disposta a carico della società cedente, anche se in amministrazione straordinaria, quando questa prosegue l'attività. Si stabilisce inoltre che l'azione del lavoratore verso il cessionario non è soggetta ai brevi termini di decadenza previsti per l'impugnazione di atti specifici.
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Fondo di Garanzia INPS: No se continua il lavoro
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia INPS non è tenuto a intervenire per pagare il TFR e altri crediti se, in seguito a una cessione d'azienda, il rapporto di lavoro prosegue con un'impresa acquirente solvente. Anche se l'azienda cedente diventa insolvente dopo la cessione, la continuità del rapporto lavorativo impedisce che il credito diventi esigibile, presupposto essenziale per l'attivazione del Fondo. Un accordo sindacale che riaccolli il debito sulla società cedente non può alterare questa disciplina pubblicistica.
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Fondo di Garanzia INPS: No se l’azienda è ceduta
La Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori non possono accedere al Fondo di Garanzia INPS se, prima dell'insolvenza del datore di lavoro, il loro rapporto è stato trasferito a un'altra azienda solvibile tramite cessione d'azienda. In questo caso, il rapporto di lavoro prosegue senza interruzioni con il nuovo datore, che diventa responsabile per i crediti maturati, incluso il TFR. La continuità del rapporto di lavoro esclude il presupposto fondamentale per l'intervento del Fondo, ovvero la cessazione del rapporto stesso.
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Fondo di Garanzia TFR: quando non interviene
La Corte di Cassazione ha negato l'intervento del Fondo di Garanzia TFR a un lavoratore il cui rapporto di lavoro era proseguito con una nuova azienda dopo una cessione, nonostante il fallimento del datore di lavoro originario. La decisione si basa sul principio che il TFR diventa esigibile solo alla cessazione definitiva del rapporto, condizione non verificatasi nel caso di specie, rendendo inefficaci eventuali accordi sindacali in deroga nei confronti dell'ente previdenziale.
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Trasferimento azienda: la tutela del lavoratore escluso
La Corte di Cassazione conferma il diritto all'assunzione di un lavoratore escluso da un accordo sindacale in un'operazione di trasferimento azienda. Poiché l'attività d'impresa proseguiva e non era cessata, la Corte ha ritenuto inapplicabile la deroga che permette il mancato assorbimento di parte del personale, riaffermando la tutela prevista dall'art. 2112 c.c. anche per le aziende in amministrazione straordinaria.
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