LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 55/2019

0 provvedimenti

No alla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente
Il Procuratore della Repubblica ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva escluso la gravità indiziaria per il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente nei confronti di un imprenditore. L'accusa ipotizzava una collusione per sanare, tramite affidamento diretto, lavori già eseguiti abusivamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il reato ex art. 353-bis c.p. non è configurabile in caso di affidamento diretto puro e senza alcuna procedura competitiva o selettiva, poiché manca un bando di gara o un atto equipollente da inquinare.
Continua »
Distanze tra costruzioni: la via pubblica salva dalla demolizione
Un proprietario ha citato in giudizio i vicini per una sopraelevazione che, a suo dire, violava la distanza minima di 10 metri. I costruttori si sono difesi sostenendo che la regola non fosse applicabile a causa della strada che separava i due edifici. La Corte di Cassazione ha dato loro ragione, stabilendo che le norme sulle distanze tra costruzioni con via pubblica non si applicano in questo caso. La regola dei 10 metri del D.M. 1444/1968 vale solo per specifiche zone urbanistiche (Zone C), mentre l'immobile si trovava in Zona B. Di conseguenza, la costruzione è stata ritenuta legittima e l'ordine di demolizione e risarcimento è stato annullato.
Continua »
Distanze legali ricostruzione: quando si applicano?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24764/2024, ha stabilito che la demolizione e ricostruzione di un edificio con una diversa area di sedime, anche se arretrata dal confine, integra una "nuova costruzione" e non una "ristrutturazione". Di conseguenza, l'opera deve rispettare le distanze legali vigenti al momento della sua realizzazione. Il caso riguardava un fabbricato ricostruito dopo un sisma non più sul confine come il precedente, ma a una distanza minima. La Corte ha rigettato il ricorso dei proprietari, confermando che la modifica del sedime fa perdere il diritto a mantenere le distanze preesistenti, rendendo obbligatorio l'adeguamento alle normative sulle distanze legali per la ricostruzione.
Continua »
Responsabilità manutenzione corsi d’acqua: chi paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20084/2024, ha chiarito la ripartizione della responsabilità per la manutenzione dei corsi d'acqua. Nel caso specifico, alcuni agricoltori avevano subito danni a causa dell'esondazione di un torrente. La Corte ha confermato la responsabilità solidale del Consorzio di Bonifica e della Regione, stabilendo che le leggi regionali possono trasferire in modo effettivo i compiti di custodia e manutenzione ai consorzi, rendendoli co-responsabili per i danni derivanti da omessa manutenzione, anche se il corso d'acqua ha origine naturale.
Continua »
Distanze tra costruzioni: la Cassazione decide
Il caso riguarda una controversia sulla violazione delle distanze tra costruzioni a seguito di una sopraelevazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la distanza minima di 10 metri prevista dal D.M. 1444/1968 è una norma imperativa che si applica automaticamente, sostituendo le normative locali, non appena un comune ha provveduto alla zonizzazione del territorio, anche se il piano urbanistico è solo adottato e non ancora approvato in via definitiva.
Continua »
Nuova costruzione e distanze: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un condominio, edificato in seguito a un sisma, che violava le distanze legali dalla proprietà confinante. I costruttori sostenevano si trattasse di una 'ricostruzione' soggetta a norme meno stringenti, ma la Corte ha qualificato l'intervento come 'nuova costruzione' a causa del significativo aumento di volume e altezza rispetto agli edifici preesistenti. Di conseguenza, ha confermato la decisione d'appello che imponeva l'arretramento dell'edificio per rispettare le distanze maggiori previste dal regolamento edilizio per le nuove costruzioni, rigettando tutti i motivi di ricorso.
Continua »
Sopraelevazione antisismica: quando è presunta pericolosa
La Corte di Cassazione conferma la demolizione di una veranda considerata una sopraelevazione antisismica realizzata in zona ad alto rischio. L'ordinanza ribadisce che, in assenza di conformità alle normative tecniche, opera una presunzione legale di pericolosità che non può essere superata da un'autorizzazione postuma, specialmente se basata su presupposti errati. La Corte sottolinea che la verifica di sicurezza deve riguardare l'intero edificio, non solo la nuova struttura.
Continua »