La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30271/2025, ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava l'affidamento terapeutico a un condannato. La Corte ha stabilito che il giudice di merito non può limitarsi a considerare la pericolosità sociale derivante dai reati passati, ma deve compiere una valutazione specifica e approfondita sull'idoneità del programma di recupero in atto a prevenire la recidiva, colmando così una 'lacuna motivazionale'.
Continua »