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Legge 50/2023

5 provvedimenti

Protezione speciale: integrazione valida anche con soggiorno precario
Un cittadino straniero ha impugnato il diniego di protezione internazionale chiedendo, in subordine, la protezione speciale per comprovata integrazione sociale e lavorativa in Italia. Il Tribunale ha rigettato la richiesta ritenendo che le recenti riforme legislative limitassero la tutela della vita privata ai soli stranieri stabilmente residenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dello straniero, cassando il decreto. I giudici di legittimità hanno chiarito che le modifiche normative non cancellano la tutela della vita privata e familiare derivante dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Di conseguenza, il giudice deve sempre bilanciare l'interesse pubblico con gli sforzi concreti di inserimento sociale, la continuità dei tirocini, l'attività lavorativa svolta e la conoscenza della lingua italiana, indipendentemente dalla precarietà del soggiorno pregresso.
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Estinzione del processo e rottamazione: la Cassazione
Una società importatrice contesta un dazio antidumping. In Cassazione, aderisce alla "rottamazione-ter", impegnandosi a rinunciare al giudizio. La Corte Suprema chiarisce un punto cruciale: per l'estinzione del processo non è necessario attendere il pagamento di tutte le rate. Sono sufficienti l'accettazione della domanda di definizione agevolata da parte dell'Agenzia e la documentazione dei pagamenti effettuati fino a quel momento. Di conseguenza, il giudizio viene dichiarato estinto, separando la sorte processuale da quella dell'adempimento del debito.
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Protezione speciale: no alla domanda diretta al Questore
Il Tribunale di Torino ha respinto il ricorso d'urgenza di un cittadino straniero che chiedeva di poter presentare domanda di protezione speciale direttamente al Questore. Secondo l'ordinanza, a seguito della riforma introdotta dalla Legge n. 50/2023, tale richiesta può essere avanzata unicamente all'interno del procedimento per il riconoscimento della protezione internazionale, escludendo la via diretta alla Questura. Il giudice ha ritenuto insussistente il 'fumus boni iuris', ovvero la parvenza di fondatezza del diritto vantato.
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Reati ostativi: Cassazione su art. 4-bis Ord. pen.
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che negava una misura alternativa alla detenzione. Il tribunale aveva erroneamente applicato i più severi requisiti previsti per i reati ostativi a un condannato per associazione a delinquere semplice e reati in materia di immigrazione non aggravati. La Suprema Corte ha chiarito che tali requisiti si applicano solo a un elenco tassativo di delitti, escludendo quelli per cui il ricorrente era stato condannato, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Espulsione straniero: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro un'ordinanza di espulsione. La Corte ha stabilito che l'espulsione straniero, come misura alternativa alla detenzione, è obbligatoria quando il permesso di soggiorno è scaduto e non rinnovabile a causa dello stato di detenzione. Elementi come un precedente permesso di lungo periodo o la buona condotta in carcere sono considerati irrilevanti ai fini della decisione, che deve basarsi sulla legge in vigore al momento dell'emissione del provvedimento.
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