La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sulla residenza fiscale fittizia. Un contribuente, cittadino italiano iscritto all'AIRE e formalmente residente nel Principato di Monaco, è stato oggetto di un accertamento fiscale. La Corte ha stabilito che la legge presume la residenza in Italia per chi si trasferisce in un Paese a fiscalità privilegiata. Di conseguenza, spetta al contribuente, e non al Fisco, fornire la prova concreta e inequivocabile che la residenza all'estero sia effettiva e non una semplice formalità. La sola iscrizione anagrafica o un contratto di affitto non sono sufficienti. La Corte ha quindi dato ragione all'Agenzia delle Entrate, annullando la decisione precedente.
Continua »