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Legge 45/1986

5 provvedimenti

Socio non operativo: l’INPS perde l’obbligo iscrizione gestione commercianti
La Corte di Cassazione ha chiarito i requisiti per l'obbligo iscrizione gestione commercianti. L'INPS aveva richiesto contributi a una socia di una società in nome collettivo. I giudici hanno confermato che la sola partecipazione societaria non basta. È necessaria anche la partecipazione personale, abituale e prevalente al lavoro aziendale. La socia non svolgeva tale attività. La Suprema Corte ha quindi rigettato il ricorso dell'INPS, confermando l'annullamento dell'avviso di addebito e stabilendo che i contributi non erano dovuti.
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Base imponibile contributiva: ditta familiare contro affitti
La titolare di un'impresa artigiana ha contestato la richiesta dell'INPS di pagare contributi previdenziali aggiuntivi per il marito, collaboratore familiare. L'INPS ha calcolato i contributi includendo anche i redditi che l'uomo percepiva come socio accomandatario di una società di persone che si occupava solo di affittare immobili. La titolare sosteneva che tali redditi non dovessero rientrare nel calcolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la base imponibile contributiva per gli iscritti alla gestione artigiani e commercianti comprende la totalità dei redditi d'impresa denunciati ai fini IRPEF. Poiché i redditi derivanti da società di persone sono considerati fiscalmente redditi d'impresa, essi vanno obbligatoriamente inclusi nel calcolo dei contributi previdenziali dovuti, anche se il collaboratore non lavora attivamente in quella specifica società.
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Reddito d’impresa: pensione ridotta per socio di sas
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli utili derivanti dalla partecipazione in una società di persone costituiscono reddito d'impresa, legittimando la riduzione della pensione di reversibilità del socio. La Corte ha inoltre chiarito che le norme sulla limitata ripetibilità dell'indebito pensionistico, previste per l'INPS, non si estendono alle casse previdenziali professionali privatizzate, le quali possono quindi richiedere la restituzione delle somme versate in eccesso.
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Obbligo contributivo: reddito da più società
La Corte di Cassazione ha stabilito che un imprenditore iscritto alla Gestione Commercianti INPS deve versare i contributi sulla totalità dei redditi d'impresa percepiti, inclusi quelli derivanti da società di persone in cui non svolge attività lavorativa diretta. Una volta accertato l'obbligo contributivo per l'attività prevalente, la base imponibile si estende a tutti i redditi d'impresa per il principio di trasparenza fiscale delle società di persone, respingendo il ricorso dell'imprenditore.
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Riduzione contributiva: no per società di capitali
Una società di servizi di pulizia a responsabilità limitata si è opposta a una richiesta di pagamento dell'INPS per contributi non versati, sostenendo di avere diritto a una riduzione contributiva in quanto iscritta alla gestione commercianti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che tale beneficio è riservato esclusivamente a imprenditori individuali e società di persone dove l'elemento del lavoro personale prevale sul capitale. Le società di capitali, come le S.r.l., sono quindi escluse dalla riduzione, indipendentemente dal settore di attività o dall'iscrizione alla gestione commercianti.
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