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Legge 448/2001

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115 provvedimenti

Plusvalenza terreno edificabile: acquisto pre-1992
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno edificabile è interamente tassabile, anche se il bene è stato acquistato prima del 1° gennaio 1992, data di entrata in vigore della normativa specifica. Il calcolo della plusvalenza terreno edificabile deve considerare come costo iniziale il prezzo di acquisto originario, senza escludere l'incremento di valore maturato prima del 1992. La tassazione si applica al momento della cessione, non essendo considerata retroattiva.
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Plusvalenza cessione gratuita: la Cassazione decide
La Cassazione ha stabilito che nel calcolo della plusvalenza da cessione di aree edificabili, il valore dei terreni oggetto di cessione gratuita al Comune per opere di urbanizzazione non può essere dedotto. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato la minusvalenza dichiarata da un contribuente. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, affermando che le particelle cedute gratuitamente non hanno valore di mercato e non concorrono a formare il valore di vendita. Inoltre, il giudice tributario non deve annullare l'atto impositivo in toto se parzialmente infondato, ma ricalcolare l'imposta dovuta.
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Detrazione interessi mutuo: lavori che allungano i tempi
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detrazione interessi mutuo per l'acquisto della prima casa può beneficiare del termine esteso a due anni per stabilire la residenza solo se i lavori effettuati sull'immobile rientrano nella nozione di 'ristrutturazione edilizia' soggetta a permesso di costruire o titolo equipollente (SCIA). Semplici opere interne, che richiedono solo una comunicazione al Comune, non sono sufficienti per ottenere l'estensione del beneficio fiscale. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, annullando la decisione favorevole al contribuente del giudice di secondo grado.
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Emendabilità dichiarazione fiscale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma il diritto del contribuente all'emendabilità della dichiarazione fiscale per correggere errori che comporterebbero un pagamento di imposte superiore al dovuto. Il caso riguardava un'azienda che aveva ricevuto un avviso bonario per la dichiarazione Ires 2013, a causa di un'incertezza normativa sulla cumulabilità di agevolazioni fiscali. La Corte ha stabilito che la dichiarazione è sempre modificabile, in quanto dichiarazione di scienza, e che anche l'avviso bonario è un atto impugnabile se manifesta una pretesa tributaria definita.
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Giudice di rinvio: obbligo di conformarsi al principio
La Corte di Cassazione ribadisce che il giudice di rinvio ha l'obbligo assoluto di conformarsi al principio di diritto enunciato nella sentenza di cassazione. Anche un successivo mutamento della giurisprudenza, persino da parte delle Sezioni Unite, non autorizza il giudice di rinvio a discostarsi da tale principio. La vicenda riguarda un contenzioso fiscale su una plusvalenza da vendita di terreni, in cui la Commissione Tributaria Regionale, in sede di rinvio, aveva disatteso le indicazioni della Suprema Corte, venendo per questo motivo nuovamente cassata.
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Plusvalenza terreno: la vendita a prezzo basso è ok
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente che rivaluta un terreno edificabile tramite perizia giurata e paga l'imposta sostitutiva (affrancamento), non perde il beneficio fiscale se successivamente vende il bene a un prezzo inferiore a quello di perizia. L'Agenzia delle Entrate non può disconoscere la rivalutazione e calcolare la plusvalenza terreno sul costo storico, poiché nessuna norma prevede la decadenza del beneficio in caso di vendita a un prezzo più basso.
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Rivalutazione terreni: vendita a prezzo inferiore
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente non perde i benefici della rivalutazione terreni se vende l'immobile a un prezzo inferiore a quello indicato nella perizia giurata. L'Agenzia delle Entrate non può, in questo caso, ricalcolare la plusvalenza basandosi sul costo storico del bene. La rivalutazione fissa un nuovo valore fiscale di partenza; se il prezzo di vendita è inferiore, non si realizza alcuna plusvalenza tassabile.
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Presa in carico non impugnabile: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4626/2025, ha stabilito che la comunicazione di presa in carico di un debito fiscale non è un atto autonomamente impugnabile. Una contribuente aveva ricevuto tale comunicazione relativa a un avviso di accertamento già oggetto di ricorso e sospeso. La Corte ha rigettato il suo appello, ribadendo che la comunicazione ha natura puramente informativa e non lesiva. L'unica eccezione si verifica quando tale atto è il primo a portare a conoscenza del contribuente la pretesa fiscale, circostanza non presente nel caso di specie.
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Detrazione ristrutturazione: bonus anche con subappalto
Un contribuente si è visto negare la detrazione fiscale per l'acquisto di un immobile ristrutturato poiché l'impresa costruttrice venditrice aveva affidato i lavori a terzi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per la detrazione ristrutturazione è sufficiente che l'alienante sia un'impresa di costruzione, essendo irrilevante chi abbia materialmente eseguito gli interventi. La Corte ha annullato la pretesa fiscale, chiarendo che un'interpretazione restrittiva creerebbe un'ingiustificata disparità di trattamento e sarebbe contraria allo scopo della norma.
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Dottorato di ricerca progressione: non è servizio effettivo
Una dipendente pubblica in congedo per dottorato di ricerca si è vista negare il punteggio per "competenze professionali" in una selezione interna per l'avanzamento di carriera. La lavoratrice sosteneva che il periodo di dottorato dovesse essere equiparato al servizio attivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per il dottorato di ricerca progressione e carriera sono garantite in termini di anzianità, ma questo non equivale al "servizio effettivo" richiesto dal bando per valutare le competenze pratiche. La decisione dell'amministrazione di valutare il dottorato sotto un altro parametro è stata quindi ritenuta legittima.
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Detrazione ristrutturazione: bonus anche con appalto
Un contribuente si è visto negare la detrazione per ristrutturazione immobiliare perché l'impresa venditrice aveva appaltato i lavori a terzi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il bonus spetta purché il venditore sia un'impresa di costruzioni, a prescindere da chi abbia materialmente eseguito gli interventi. La decisione chiarisce che la detrazione è valida anche in caso di lavori subappaltati, in linea con lo scopo della norma di incentivare il mercato immobiliare.
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Esenzione insegne d’esercizio: la Cassazione chiarisce
Una società ha impugnato degli avvisi di pagamento relativi alla tassa sulla pubblicità per insegne collocate su locali adibiti a magazzino ed esposizione. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione per insegne d'esercizio fino a 5 metri quadrati si applica anche a quelle installate su locali pertinenziali, non aperti al pubblico, dove non si svolge l'attività di vendita diretta. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva negato l'esenzione, rinviando la causa per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Giurisdizione opere pubbliche: a chi spetta decidere?
Un consorzio edile ha citato enti pubblici dinanzi al TAR per inadempienze successive alla cessazione di una concessione per opere pubbliche, come stabilito da una precedente sentenza civile. La Corte di Cassazione, decidendo sulla questione, ha affermato che la giurisdizione opere pubbliche in questi casi spetta al giudice ordinario, poiché la controversia non verte più sul rapporto concessorio originario, ma sui diritti e obblighi scaturiti da una decisione del giudice civile, configurando un rapporto paritetico tra le parti.
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Congedo per dottorato: retribuzione e prescrizione
Una dipendente pubblica in congedo per dottorato ha richiesto il pagamento della retribuzione per tale periodo. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso dell'amministrazione, rinviando alla Corte d'Appello la valutazione sulla prescrizione dei crediti. Ha però confermato un principio fondamentale: il trasferimento a un'altra amministrazione pubblica dopo il dottorato non comporta l'obbligo di restituire gli stipendi percepiti, poiché il dipendente rimane al servizio del settore pubblico. La questione centrale riguarda il diritto alla retribuzione durante il congedo per dottorato.
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Giurisdizione giudice tributario: la guida completa
Un contribuente ha impugnato una cartella esattoriale sostenendo la prescrizione di un debito IRPEF e IVA. Il Tribunale Ordinario ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione, affermando che la competenza spetta alla Corte di Giustizia Tributaria. La sentenza chiarisce che ogni contestazione sulla definitività di un credito tributario, inclusa l'eccezione di prescrizione, rientra nella giurisdizione del giudice tributario, escludendo quella del giudice ordinario.
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