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Legge 412/1991

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156 provvedimenti

Cumulo interessi e rivalutazione: no per enti pubblici
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 419/2024, ha stabilito che un ente pubblico territoriale non può essere condannato al pagamento del cumulo di interessi e rivalutazione monetaria sui crediti di lavoro. Sebbene l'ente sia stato condannato per l'illegittima sospensione di contratti a progetto, la Corte ha accolto il motivo di ricorso relativo agli accessori del credito. È stato confermato che, in virtù della natura pubblicistica dell'ente, si applica la normativa speciale che prevede l'erogazione della maggior somma tra interessi e rivalutazione, escludendone la somma, a differenza di quanto avviene nel settore privato. Gli altri motivi, relativi all'interpretazione del contratto e alla legittimità della sospensione, sono stati respinti.
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Incompatibilità medico pensionato: la Cassazione decide
Un medico, ex dirigente di una ASL e posto in quiescenza, ha ottenuto un incarico come medico di medicina generale convenzionato con la stessa amministrazione. L'ASL ha successivamente revocato l'incarico in autotutela, ritenendolo illegittimo. La Corte di Cassazione ha confermato la revoca, chiarendo che l'incompatibilità medico pensionato è regolata da norme generali inderogabili. La Corte ha stabilito che il divieto di conferire incarichi a personale in pensione, previsto dalla Legge 724/1994 come norma di riforma economico-sociale, prevale su normative di settore precedenti e si estende anche ai rapporti di lavoro autonomo e di parasubordinazione, quale quello del medico convenzionato.
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Contributo di solidarietà illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34694/2024, ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto autonomamente da una Cassa di previdenza privata sulle pensioni dei propri iscritti. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale che, ai sensi dell'art. 23 della Costituzione, può essere introdotta solo da una legge dello Stato e non da delibere interne dell'ente, anche se finalizzate a garantirne l'equilibrio finanziario. La sentenza ha inoltre ribadito che il diritto del pensionato alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni.
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Onere della prova NASpI: chi deve dimostrare il lavoro?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33339/2024, ha stabilito un principio fondamentale riguardo all'onere della prova NASpI. In caso di revoca del sussidio da parte dell'ente previdenziale per dubbi sulla genuinità del rapporto di lavoro, spetta al lavoratore dimostrare l'effettiva esistenza, durata e natura onerosa del rapporto di lavoro subordinato. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente attribuito tale onere all'ente previdenziale.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà prelevato sulle pensioni. La Corte ha ribadito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, necessita di una base legale che i regolamenti interni degli enti non possono fornire. Viene inoltre confermata la prescrizione decennale per il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. La decisione si fonda sul principio che le Casse privatizzate non hanno il potere di introdurre prelievi di natura patrimoniale, una prerogativa riservata esclusivamente al legislatore statale. L'autonomia gestionale degli enti non consente di derogare a norme imperative e di imporre trattenute su trattamenti pensionistici già determinati e acquisiti.
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Indebito previdenziale: quando restituire la pensione
Un pensionato è stato chiamato a restituire oltre 14.000 euro percepiti in eccesso a seguito della riliquidazione della sua pensione, inizialmente calcolata in via provvisoria. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della richiesta di restituzione dell'indebito previdenziale, stabilendo che il principio di tutela dell'affidamento non si applica ai pagamenti provvisori, poiché il beneficiario era consapevole che l'importo poteva subire future modifiche. Di conseguenza, il ricorso del pensionato è stato respinto.
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Contributo di solidarietà: quando il ricorso è abuso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ente previdenziale contro la sentenza che lo condannava a restituire un contributo di solidarietà illegittimamente trattenuto. La Corte ha ribadito la prescrizione decennale per il rimborso e ha condannato l'ente per abuso del processo.
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Contributo di solidarietà: inammissibile il ricorso
Una cassa di previdenza per professionisti ha impugnato una decisione che dichiarava illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il prelievo era illegittimo. Inoltre, ha sanzionato la cassa per abuso del processo, poiché il ricorso si basava su argomenti già ampiamente respinti dalla giurisprudenza consolidata.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo dichiara illegittimo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale contro la sentenza che lo condannava a restituire il contributo di solidarietà prelevato sulla pensione di un professionista. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato sull'illegittimità di tale prelievo e ha condannato l'ente per abuso del processo, avendo insistito su una questione già ampiamente decisa dalla giurisprudenza.
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Reddito d’impresa: pensione ridotta per socio di sas
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli utili derivanti dalla partecipazione in una società di persone costituiscono reddito d'impresa, legittimando la riduzione della pensione di reversibilità del socio. La Corte ha inoltre chiarito che le norme sulla limitata ripetibilità dell'indebito pensionistico, previste per l'INPS, non si estendono alle casse previdenziali professionali privatizzate, le quali possono quindi richiedere la restituzione delle somme versate in eccesso.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni dei suoi iscritti. Secondo la Corte, tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge statale e non rientra nell'autonomia gestionale degli enti previdenziali. La sentenza ha inoltre ribadito che il termine di prescrizione per la restituzione delle somme indebitamente trattenute è quello ordinario di dieci anni.
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Contributo solidarietà: Cassazione su casse private
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La Corte ha stabilito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge statale e non rientra nell'autonomia gestionale degli enti privatizzati. Di conseguenza, la cassa è stata condannata a restituire le somme indebitamente trattenute con prescrizione decennale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto dalle Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando che l'imposizione di un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate è illegittima. Tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge e non rientra nei poteri autonomi degli enti previdenziali, neanche per finalità di bilancio. La prescrizione per il rimborso è decennale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale privato contro la sentenza che aveva giudicato illecito il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito che tali prelievi, essendo prestazioni patrimoniali imposte, possono essere introdotti solo da una legge dello Stato e non in virtù dell'autonomia gestionale delle Casse.
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Obbligo comunicazione redditi INPS: la guida completa
La Corte di Cassazione ha stabilito che i titolari di pensione che ricevono redditi da uno Stato estero sono tenuti a dichiararli all'Ente Previdenziale ai fini del diritto all'integrazione al minimo. L'ordinanza chiarisce che l'obbligo comunicazione redditi INPS sussiste indipendentemente dagli accordi fiscali tra Stati, confermando il diritto dell'Ente di recuperare le somme indebitamente erogate in caso di omessa dichiarazione.
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Indennità chilometrica: quando spetta al medico?
Un medico ha richiesto a un'azienda sanitaria un'indennità forfettaria per le visite fiscali effettuate con la propria auto. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che il diritto a questa specifica indennità chilometrica sorge solo se l'azienda sanitaria riceve un pagamento per il servizio dal datore di lavoro che ha richiesto la visita, una condizione non dimostrata nel caso di specie.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà prelevato sulle pensioni. Tale prelievo, non essendo un criterio di calcolo della pensione ma una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato (art. 23 Cost.) e non da un atto autonomo dell'ente. La Corte ha anche ribadito che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni e gli interessi decorrono da ogni singolo prelievo.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. La Corte ha ribadito che tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge e non dagli organi interni della Cassa. È stato inoltre stabilito che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni e che gli interessi decorrono dalla data di ogni singola trattenuta.
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Attività intra moenia: diritto al compenso e autorizzazione
Un medico otteneva un decreto ingiuntivo per il pagamento di compensi relativi alla sua attività intra moenia. L'Azienda Sanitaria si opponeva, sostenendo che le prestazioni erano state eseguite senza la necessaria autorizzazione preventiva. La Corte d'Appello negava il compenso al medico, pur riconoscendogli l'indennità di esclusività. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che l'attività intra moenia costituisce un diritto soggettivo del medico, non soggetto alla disciplina generale sugli incarichi extra-istituzionali (art. 53 D.Lgs. 165/2001). Di conseguenza, la mancata autorizzazione non comporta l'automatica perdita del compenso, ma la questione deve essere riesaminata alla luce della specifica normativa di settore e dei regolamenti interni.
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